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Come affrontare il burnout?

come affrontare il burnout

Lo stress e quindi il burnout talvolta ci possono cogliere di sorpresa. I segnali in un primo momento sono sottili, come il debole ronzio di una mosca. Il vostro collo potrebbe essere rigido. Le vostre spalle paiono lentamente arrampicarsi verso le vostre orecchie. Sentite gli occhi e la testa pesanti. State iniziando a risentire del carico di lavoro. Poi i segnali crescono. Sentite come se la mosca fosse ora dentro la vostra testa, il ronzio si fa sempre più forte. L’esaurimento si diffonde attraverso tutto il corpo.

“Si può avere un senso viscerale di avere i nervi ‘fritti’ o ‘bruciati’, ciò può includere mal di testa, stanchezza, irritabilità, sensibilità sensoriale”, dice lo psicologo clinico Jessica Michaelson. Potremmo anche sentirci annoiati, insensibili e scollegati, e avere poca o nessuna energia o entusiasmo e che nulla sembri in grado di farci riprendere.

Ci mettiamo più tempo per completare le attività, ci scagliamo contro chiunque ci faccia una richiesta e prendiamo anche il divertimento come una qualsiasi altra cosa da svolgere nella nostra lista, ha detto Laura Simms, che di professione aiuta le persone a trovare il lavoro giusto per loro. Ci ritroviamo talvolta anche ad essere a corto di idee e fantasticare di farci male, cosa che ci costringerebbe a prenderci del tempo libero.

Simms definisce il burnout come: “quando il tuo serbatoio fisico, mentale o emozionale raggiunge lo zero a causa di superlavoro.” Ma il superlavoro non è necessariamente dovuto al fatto che abbiamo troppo da fare. Simms ritiene che il colpevole sia la mancanza di riposo. “Può sembrare lo stesso ma non è così”.

Prendiamo l’esempio di due persone che hanno la stessa quantità di lavoro da fare e la stessa quantità di tempo per farlo. “La persona che dorme per 8 ore durante la notte sarà probabilmente più efficace ed efficiente rispetto alla persona che dorme per 5 ore a notte, anche se perde 3 ore in più per riposarsi” Questo perché la persona che ha dormito 5 ore un po’ alla volta si esaurirà, e il suo lavoro ne risentirà.

Come dice la Michaelson “Se dormite poco, la soglia del burnout sarà molto bassa. Il sonno è il modo principale per permettere al nostro sistema nervoso di resettarsi e uscire dalla modalità di crisi “.

Anche noi possiamo sperimentare il burnout quando cerchiamo di essere tutto per tutti – sebbene quando si è esauriti, non si ha molto da dare. “Quando reclamate il vostro diritto a fermarvi e riposare, state facendo un atto di generosità verso gli altri. Gli state dando il dono del vostro più ispirato, vivo, e presente sé “, dice Michaelson. Ecco cinque modi per iniziare a far fronte al burnout.

Prendere sul serio i segnali “Spesso ce la prendiamo con noi stessi per il fatto di sentirci ‘cotti’ da qualcosa, come se fosse un fallimento morale, in tal modo non onoriamo gli spunti di saggezza che ci da il nostro corpo“, dice Michaelson, che aiuta donne e coppie che vogliono ritrovare gioia e significato nella loro vita sempre impegnata. E’ fondamentale prendere il vostro corpo sul serio e fare una pausa. Perché quando non ci fermiamo, rilasciamo adrenalina e cortisolo, che alzano la frequenza cardiaca e la pressione sanguigna, rallentano la digestione e il metabolismo, rendono più difficile la concentrazione e danneggiano la memoria. “Stare in uno stato cronico di crisi ci fa ammalare.” Quando vi sentite inondati dallo stress – diventate stanchi, dite cose come “quanto odio questo” a voi stessi – chiudete gli occhi e fate dieci respiri addominali, dice Michaelson, che sottolinea anche l’importanza del sonno.
Dire di no a cose nuove “Ciò significa non prendere nuovi impegni per il prossimo mese o giù di lì”, ha detto Simms. “Se non è possibile spegnere il fuoco, almeno non aggiungergli ulteriori benzina” A volte, può essere difficile dire di no (soprattutto se siete abituati a dire sì, ed è soprattutto per questo che avete finito per andare in burnout). Quando dite di no, siate onesti. E se vi fa sentire a vostro agio, dite che avete la sensazione di essere esauriti e non potete farvi carico di alcun nuovo progetto o attività. Ritagliatevi del tempo per voi a casa Prima di andare a dormire Simms suggerisce di fare qualcosa di speciale che vi possa ristorare – anche se avete solo 15 minuti, come farsi un bagno caldo o gustarsi un bicchiere di vino. Coccolatevi sul divano a leggere un capitolo di un libro. Accendete una candela e chiamate il vostro migliore amico. “Fate tutto ciò che vi farà sentire tranquilli e curati” Acquisite il controllo delle vostre priorità “Molte persone vanno in burnout perché sprecano un sacco di tempo ed energie in compiti che li esauriscono, ma non sono molto importanti, come stare sui social media o tenere la casa perfettamente pulita”, ha detto Michaelson. Ecco perché è fondamentale tornare alle vostre priorità, che derivano dai vostri valori fondamentali. Le priorità richiedono di fare delle scelte su come spendiamo il nostro tempo, in modo da essere al servizio dei nostri valori. Per connettersi ai nostri valori fondamentali, Michaelson suggerisce di farsi queste domande: – Che cosa farebbe di oggi una giornata degna di essere vissuta? – Cosa vorrei che i miei figli ricordassero di oggi? – Supponendo che solo due o tre cose siano in realtà importanti nella vita, che cosa sono per me? Come potrei fare qualcosa di utile per queste cose importanti?

Concentratevi sui vostri punti di forza – e delegate le vostre debolezze “Quando stiamo facendo dei compiti che non ci vengono naturali, esauriamo più rapidamente le nostre energie perché dobbiamo lavorare molto più duramente”, dice Michaelson, ma quando utilizzate i vostri punti di forza naturali, le attività vi sembreranno più semplici e questo può anche aumentare la vostra energia, aggiunge. Capite i vostri punti di forza, e utilizzateli spesso. Chiedete aiuto per le aree naturalmente più deboli. Molti di noi cercano di far passare il burnout, ma la lista delle cose che abbiamo da fare non se ne andrà molto in fretta. Come ha detto Simms, non possiamo volerci fuori dal burnout. “Si può provare a passarci attraverso nel breve periodo, ma alla fine dovrete rallentare, riposare e riempire il serbatoio.” Questa è una buona cosa. Questo è il modo in cui rispettiamo i nostri corpi e noi stessi. Questo è il modo in cui possiamo dare agli altri e dare generosamente.

Collegamento alla fonte in lingua originale Stress e burnout possono compromettere la tua salute psicofisica. Una consulenza psicologica potrebbe aiutarti a capire meglio come gestirli.

Per avere maggiori informazioni sul servizio Psicologo online puoi chiamare  al +393476805018, o scrivere scrivi@meravigliosa-mente.it

Comunicare con assertività

comunicare con assertività

“La parola’ no’ è un grande risparmio di tempo. Dì di no a qualunque cosa che non sia il più elevato e miglior uso del tuo tempo.”
Brian Tracy

La parola assertività deriva dal latino “Asserere” cioè asserire, essa indica la capacità umana di esprimere in maniera chiara ed efficace emozioni ed idee, senza prevaricare sull’altro.

Quando pensiamo ad un individuo assertivo ci può venire in mente una persona che comunica ciò che pensa con una modalità diretta, questa caratteristica rientra sicuramente nell’assertività, anche se è riduttivo pensare solo a questo aspetto, vediamo quindi in quali modi possiamo essere assertivi:

  • nella capacità di esprimere, ma anche accogliere approvazioni, viene detta assertività positiva
  • nella capacità di esprimere un pensiero contrastante e di critica rivolto ad altri, viene detta assertività negativa
  • nella capacità di risolvere i problemi, l’abilità di problem solving è complessa perché mette in moto diversi aspetti della persona
  • nel difendere  i propri diritti, in situazioni in cui sono messi a rischio
  • nelle relazioni sociali, si intende la capacità di entrare in relazione con nuove persone, adattando lo stile comunicativo alla diversa situazione, questa capacità richiede una buona dose di flessibilità per riuscire a comunicare con persone autorevoli e con perfetti sconosciuti
  • una parte dell’assertività è quella che ci permette di guidare gli altri in situazioni problematiche influenzando il loro comportamento, è una parte importante per un leader

L‘assertività è strettamente correlata all‘autostima, se abbiamo fiducia nelle nostre capacità saremo spesso in grado di comunicare agli altri ciò che pensiamo, se non crediamo molto in noi stessi difficilmente riusciremo ad essere credibili. Detto questo,  ci sono alcune situazioni in cui anche se abbiamo una buona autostima la comunicazione è difficile per via del contenuto, o per alcune condizioni psicofisiche che stiamo vivendo ( stress, situazioni che ci creano disagio).

 

Come si comunica con assertività:

  • non avendo paura a mostrare il nostro dissenso 
  • presentandoci con un immagine curata
  • cercando di prestare attenzione alla comunicazione non verbale ( postura, mimica, contatto visivo…)
  • usando un linguaggio di un certo tipo:  io, tu, voi ed usando verbi incisivi

 

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Quando è utile richiedere l’aiuto di uno psicologo?

quando è utile richiedere l'aiuto di uno psicologo

Quando è utile fissare un appuntamento con uno psicologo?

  • quando fai fatica a concentrarti, ti senti molto triste e preoccupato
  • quando ti senti spesso in tensione, non dormi hai tachicardia
  • quando hai dei comportamenti che non controlli e non ti spieghi
  • quando hai consultato degli specialisti ma non ci sono stati miglioramenti
  • quando le difficoltà nel tempo non si sono risolte

Molte delle persone che ci contattano per la prima volta ci pongono questa domanda: “Che cosa mi posso aspettare da una consulenza?”

L’idea di strutturare un percorso psicologico partendo dalla consulenza è stato pensato proprio per rispondere anche a questa domanda, le persone che non si sono mai rivolte ad uno psicologo, hanno aspettative, curiosità e paure riguardo a quello che succederà: ” Cosa si fa effettivamente in seduta?”,”Quanto dura un percorso?” “Cambierò completamente?”.

La consulenza è strutturata in tre incontri organizzati indicativamente in questo modo: il primo incontro dedicato a capire cosa sta succedendo che genera malessere, approfondire eventuali altri percorsi psicologici, comprendere perché la persona ha deciso di chiedere aiuto in quel particolare  momento della sua vita, il secondo incontro è dedicato alla ricostruzione della storia della persona, il terzo si mettono insieme i pezzi del primo e del secondo: perché sei venuto qui e chi sei per capire che tipo di percorso terapeutico intraprendere e se intraprenderlo, si parlerà delle aspettative e di come si è stati durante questi tre incontri.

Una parte importante della consulenza è infatti capire per lo psicologo e per il paziente se si può lavorare insieme proficuamente.Il paziente si prende del tempo per raccontare una parte di sé e vedere se si sente a suo agio in quel momento e quando torna a casa, lo psicologo mette insieme i pezzi della storia del paziente, ascolta il malessere e propone insieme al paziente un percorso, la strada da prendere viene sempre decisa con il paziente perché è con lui che si lavorerà ed è impossibile fare un buon lavoro senza una motivazione da parte del paziente e dello psicologo.

È una follia odiare tutte le rose perché una spina ti ha punto, abbandonare tutti i sogni perché uno di loro non si è realizzato, rinunciare a tutti i tentativi perché uno è fallito.

È una follia condannare tutte le amicizie perché una ti ha tradito, non credere in nessun amore solo perché uno di loro è stato infedele, buttare via tutte le possibilità di essere felici solo perché qualcosa non è andato per il verso giusto.

Ci sarà sempre un’altra opportunità, un’altra amicizia, un altro amore, una nuova forza. Per ogni fine c’è un nuovo inizio.

Il piccolo Principe

 

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