Il lavoro influenza la nostra salute psicologica, come adattarlo per star bene

Il lavoro influenza la nostra salute psicologica, come adattarlo per star bene

Come i lavori possono essere adattati per migliorare la salute mentale e fisica delle persone.

Una nuova ricerca rivela che i lavori che offrono ai dipendenti il ​​controllo sul proprio lavoro migliorano  la salute mentale e fisica. Quando ai dipendenti viene dato il controllo del proprio lavoro, anche a fronte di elevate richieste, la loro salute migliora. Delle modalità per dare il controllo ai dipendenti sono di consentire loro di impostare i propri programmi e consentire loro di decidere come viene svolto il lavoro.

Tuttavia, i lavori che impongono enormi richieste ai dipendenti senza dar loro il controllo sono dannosi per la salute mentale. Lo studio mostra l’importanza del controllo sul lavoro sia per la salute mentale che fisica.

Il dottor Erik Gonzalez-Mulé, il primo autore dello studio, ha dichiarato:

“Quando le richieste di lavoro sono superiori al controllo offerto dal lavoro o alla capacità di un individuo di far fronte a tali richieste, si verifica un deterioramento della propria salute mentale e, di conseguenza, una maggiore probabilità di morte”.

Lo studio ha incluso 3.148 persone nel Wisconsin che sono state rintracciate per 20 anni. Il dottor Gonzalez-Mulé ha spiegato l’obiettivo dello studio:

“Abbiamo esaminato come il controllo del lavoro – o la quantità di autonomia che i dipendenti hanno sul lavoro – e le loro capacità cognitive – o la capacità delle persone di apprendere e risolvere i problemi – influenzano il modo in cui fattori di stress come la pressione sul tempo o il carico di lavoro influenzano la salute mentale e fisica e, di conseguenza, la morte .

Abbiamo scoperto che gli stress da lavoro hanno maggiori probabilità di causare depressione e morte a causa di lavori in cui i lavoratori hanno scarso controllo o per le persone con capacità cognitive in cui lo stress è mal tollerato. ”

Avere il controllo sul lavoro ha migliorato la salute fisica e mentale.

Alcune persone sono state anche in grado di adattarsi a lavori più stressanti senza lasciarlo influenzare.Il dottor Gonzalez-Mulé ha dichiarato:

“Riteniamo che ciò sia dovuto al fatto che il controllo del lavoro e le capacità cognitive agiscono come risorse che aiutano le persone a far fronte ai fattori di stress da lavoro.

Il controllo del lavoro consente alle persone di impostare i propri programmi e dare priorità al lavoro in modo da aiutarli a raggiungere i propri obiettivi di lavoro, alcune persone sono state in grado di adattarsi meglio alle esigenze di un lavoro stressante e di trovare modi per affrontare lo stress. “

Il dottor Gonzalez-Mulé ha questo consiglio per i dirigenti:

“I manager dovrebbero fornire ai dipendenti che lavorano in lavori impegnativi una maggiore autonomia e, nei lavori in cui è impossibile farlo, una riduzione proporzionale delle richieste.Ad esempio, consentire ai dipendenti di stabilire i propri obiettivi o decidere come svolgere il proprio lavoro, o ridurre l’orario di lavoro dei dipendenti, potrebbe migliorare la salute.

Le organizzazioni dovrebbero selezionare le persone con capacità cognitive adatte al ruolo che andranno a svolgere. Il COVID-19 potrebbe causare più problemi di salute mentale, quindi è particolarmente importante che il lavoro non aggravi tali problemi. Questo include la gestione e forse la riduzione delle richieste ai dipendenti, essere consapevoli della capacità e diversità dei dipendenti da gestire e fornire ai dipendenti autonomia sono ancora più importanti di prima dell’inizio della pandemia. ”

 

fonte in lingua originale

 

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Perché facciamo cose che riteniamo stupide o irrazionali; 10 esperimenti di psicologia sociale

Perché facciamo cose che riteniamo stupide o irrazionali; 10 esperimenti di psicologia sociale

Perché facciamo cose che riteniamo stupide o irrazionali: 10 brillanti esperimenti di psicologia sociale

 

“Sono stato principalmente interessato a come e perché le persone comuni fanno cose insolite, cose che sembrano estranee alla loro natura. Perché le “brave” persone a volte si comportano male? Perché le persone intelligenti a volte fanno cose stupide o irrazionali? “ – Philip Zimbardo 

Come: “psicologo sociale, il professor Philip Zimbardo (autore di The Lucifer Effect: Understanding How Good People Turn Evil), sono anche io ossessionato dal perché facciamo cose stupide o irrazionali”. La risposta abbastanza spesso è dovuta a come ci relazioniamo con le altre persone, qualcosa che gli psicologi sociali hanno mostrato in modo completo. Negli ultimi mesi ho descritto 10 dei più influenti esperimenti di psicologia sociale. Ognuno racconta una storia unica e penetrante, rilevante per tutte le nostre vite. 

  1. Effetto alone: quando la  propria mente è un mistero 

L ‘”effetto alone” è un classico esperimento di psicologia sociale. È l’idea che le valutazioni globali su una persona (ad es. lei è simpatica) si riversino in giudizi sui loro tratti specifici (ad es. lei è intelligente). Le star di Hollywood dimostrano perfettamente l’effetto alone. Poiché sono spesso attraenti e simpatici, assumiamo naturalmente che siano anche intelligenti, amichevoli, mostrino buon senso e così via. 

  1. Come e perché mentiamo a noi stessi: dissonanza cognitiva 

L’innovativo esperimento psicologico sociale di Festinger e Carlsmith (1959) fornisce una visione centrale delle storie che raccontiamo a noi stessi sul perché pensiamo e ci comportiamo come facciamo. L’esperimento è pieno di inganni geniali, quindi il modo migliore per capirlo è immaginare di prenderne parte. Quindi siediti, rilassati e torna indietro. È il 1959 e sei uno studente universitario alla Stanford University … 

  1. Guerra, pace e ruolo del potere nell’esperimento nella caverna dei ladri di Sherif 

L’esperimento di Robbers Cave, un classico esperimento di psicologia sociale, ha almeno una storia nascosta. La storia ben nota è emersa nei decenni successivi all’esperimento quando gli scrittori di libri di testo hanno adottato una nuova rivisitazione. Con la ripetizione le persone hanno presto accettato questa storia come realtà, dimenticando che è solo una versione degli eventi, un’interpretazione di una serie complessa di studi.

  1. Il nostro cuore scuro: The Stanford Prison Experiment 

Il famoso “Stanford Prison Experiment” sostiene un valido esempio del potere della situazione nel determinare il comportamento umano. Non solo, ma questo esperimento ha anche ispirato un romanzo, due film, innumerevoli programmi TV, rievocazioni e persino una band. 

  1. Seguire solo gli ordini? Esperimento sull’obbedienza di Stanley Milgram 

Quale esperimento di psicologia sociale potrebbe essere così potente che semplicemente prendendone parte potrebbe cambiare la tua visione di te e della natura umana? Quale procedura sperimentale potrebbe provocare ad alcune persone profuse sudorazione e tremore, lasciando il 10% estremamente turbato, mentre altri scoppiano in risate isteriche inspiegabili? 

  1. Perché tutti noi puzziamo di psicologi intuitivi: il falso pregiudizio sul consenso 

Molte persone credono naturalmente di essere dei buoni “psicologi intuitivi”, pensando che sia relativamente facile prevedere gli atteggiamenti e i comportamenti di altre persone. Ognuno di noi ha le informazioni raccolte da innumerevoli esperienze precedenti che hanno coinvolto noi stessi e gli altri, quindi sicuramente dovremmo avere solide intuizioni? Non abbiamo questa fortuna. 

  1. Perché gruppi e pregiudizi si formano così facilmente: la teoria dell’identità sociale 

Il comportamento delle persone nei gruppi è affascinante e spesso inquietante. Non appena gli umani vengono raggruppati in gruppi, iniziamo a fare cose strane: copiare gli altri membri del loro gruppo, favorire i membri del proprio gruppo sugli altri, cercare un leader per adorare e combattere altri gruppi. 

  1. Come evitare un cattivo affare: non minacciare 

La contrattazione è una di quelle attività che spesso intraprendiamo senza rendercene conto. Non succede solo nella sala riunioni o quando chiediamo al nostro capo un aumento, succede ogni volta che vogliamo raggiungere un accordo con qualcuno. Questo accordo potrebbe essere semplice come scegliere un ristorante con un amico o decidere quale canale TV guardare. All’altra estremità della scala, la contrattazione può influenzare il destino delle nazioni.

  1. Perché non aiutiamo gli altri: apatia da spettatore 

Nella psicologia sociale l ‘”effetto spettatore” è la sorprendente scoperta che la semplice presenza di altre persone inibisce i nostri comportamenti di aiuto in caso di emergenza. John Darley e Bibb Latane furono ispirati a indagare sui comportamenti d’emergenza dopo l’assassinio di Kitty Genovese nel 1964. 

  1. Non posso credere ai miei occhi: conforme alla norma 

Sappiamo tutti che gli esseri umani sono conformisti nati in modo naturale: copiamo il reciproco senso comune, il modo di parlare e gli atteggiamenti, spesso senza pensarci due volte. Ma esattamente fino a che punto arriva questa conformità? Pensi che sia possibile negare informazioni inequivocabili dai tuoi sensi solo per conformarti alle altre persone? 

 

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Come aiutarsi durante il Coronavirus

Come aiutarsi durante il Coronavirus

Piccolo Vademecum ai tempi del coronavirus

Per quanto sia difficile, proviamo a non vivere solo di coronavirus, dentro le mura di casa ci sono molte attività e cose, a volte persone, che possono attrarre la nostra attenzione. Proviamo a limitare il tempo che dedichiamo all’ascolto dei massmedia sul tema, anche qui provando ad ascoltarci, la domanda guida è: “Come mi sento ad ascoltare queste notizie, sento di poterle reggere e di non essere sovraccaricato?” Spesso accendiamo la tv, come gesto automatico a cui siamo abituati, ma in questo momento è importante tutelarsi.

Cosa succede all’essere umano in questi momenti?

Considerando che ogni persona ha un proprio funzionamento e che la reazione dipende molto anche dalla fase di vita in cui la persona si trova ( se ho una relazione e sono sereno è più probabile che reagisca meglio rispetto ad un’altra persona che nel mese di febbraio pensava alla separazione) possiamo sintetizzare cosa succede in questo modo: l’emozione più provata è sicuramente quella della paura, un’emozione evolutiva che ci ha permesso di sopravvivere, facendo aumentare i livelli di attenzione rispetto a pericoli esterni. E’ normale provare paura in questi momenti, essere spaventati è quella sensazione che ci aiuta a non uscire di casa, a temere il contagio e a tutelarci il più possibile.

In alcune persone la paura si può trasformare in ansia, anticipando e amplificando quelle stesse paure che ci aiutano a tutelarci.

Proviamo a non respingere quest’emozione, ascoltiamola e rispettiamola, provando anche a capire cosa possiamo fare per stare meglio.

Qualche suggerimento:

  • Proviamo a condividere come stiamo, parlare delle proprie sensazioni ci può alleggerire e potremmo scoprire che non siamo soli nelle nostre paure
  • Se lavoriamo da casa proviamo a dare una struttura alle  nostre giornate; quante ore vogliamo lavorare, in quale spazio. Organizzare gli spazi dedicati al lavoro e quelli per lo svago può essere importante per non dare un senso di continuità all’attività lavorativa o allo svago.
  • Accettiamo la tristezza, la paura e le emozioni che sperimentiamo, proviamo a stare in ciò che sentiamo. Non è giusto o sbagliato, è come stiamo e va rispettato. Se in una giornata ci sentiamo più tristi e non abbiamo voglia di fare delle attività non sforziamoci, accogliamo come ci sentiamo, magari coccolandoci.
  • La noia, questa sconosciuta. Nella società attuale quest’emozione è spesso scomparsa nella vita degli adulti e dei bambini, oggi invece può presentarsi spesso nelle lunghe giornate in casa, proviamo ad accogliere questa sensazione spesso portatrice di novità, se proviamo ad annoiarci possiamo stare a contatto più con noi stessi, possiamo ripensare a relazioni lasciate in sospeso, a scelte a cui stiamo pensando e trovare risorse magari impensabili in altri momenti.
  • Se in casa ci sono dei bambini è importante ascoltarli, la loro vita è spesso cambiata molto di più rispetto alla nostra, per loro il contatto fisico è molto importante e la videochiamata con gli amici non può avere lo stesso valore che ha per noi. Esistono molti modi per stargli accanto: leggendo delle fabie sull’emozioni della tristezza e della rabbia, provando a stare con loro e  dedicandogli attenzioni con dei giochi. E’ importante che gli venga spiegato ciò che sta succedendo adattando le informazioni in base alla loro età.
  • Per la coppia questo può essere un momento difficile. Se lavoravate tutto il giorno ed il momento di incontro era serale, questa situazione ha stravolto le vostre abitudini, la convivenza forzata può mettere a dura prova il vostro rapporto, perché potreste trovarvi a gestire le vostre caratteristiche personali in un momento in cui c’è già un sovraccarico. Ci potranno essere dei momenti in cui avete voglia di stare da soli e questo va rispettato, siete una coppia ma potreste avere bisogno anche di spazi individuali, così come avveniva prima.

 

Questo momento di difficoltà seppur presenti molti aspetti difficili da gestire porta con sé anche la possibilità di ascoltarsi di più, conoscersi meglio, di annoiarsi e quindi poter lavorare su aspetti di noi che nella vita quotidiana mettiamo un pò sotto il tappeto.

 

 

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Come ridurre lo stress

Come ridurre lo stress

Scopri nell’articolo come ridurre lo stress, ogni giorno.

1 Gestisci il tuo tempo

• Piccole routines diminuiscono lo stress aumentando la prevedibilità

• Ricorda che la tua programmazione giornaliera non deve essere per forza rigida

• Datti delle priorità giornaliere ma non andare oltre il weekend

• Esprimi ciò che ti rende grato ogni giorno

2 Preparati per la giornata

• Prenditi 10 minuti ogni sera per prepararti per il giorno successivo

• Metti i vestiti utili in un luogo facilmente accessibile

• Organizza uscite con amici positivi e divertenti

3 Goditi le piccole cose

• Rallenta e goditi il momento in cui stai vivendo

• Concentrati sui dettagli delle tue attività, di ogni giorno

4 Muoviti più spesso

• Esercizi regolari riducono lo stress e migliorano la salute

• Piccoli esercizi fisici vanno bene anche se non riesci a programmarli

• 10 minuti di camminata possono essere benefici come 45 minuti di esercizio mirato, al fine di ridurre lo stress

5 Ridi spesso

La risata …

• Rilascia endorfine che migliorano l’umore e il sistema immunitario

• Abbassa il livello degli ormoni dello stress (cortisolo e adrenalina)

• Migliora la gestione del dolore fisico

6 Goditi la natura e la creatività

• Trascorrere tempo all’aria aperta è un antidepressivo naturale

• I profumi e i paesaggi naturali hanno un effetto calmante

• Prenditi del tempo per goderti l’arte, la musica e la danza

7 Respira profondamente

• Quando ti senti ansioso prenditi 5 minuti per respirare lentamente e profondamente

• I respiri lenti riducono gli ormoni dello stress nel corpo, abbassano il battito cardiaco e la pressione sanguigna
8 Medita ogni giorno

• La meditazione serve per trovare la pace interiore

• Non hai bisogno di imparare a meditare

• Trova semplici modi per schiarire la mente, per esempio facendo un bagno o ascoltando musica tranquilla

• Concentrati sul tuo respiro ( vedi il punto 7)

9 Tieni un diario della gioia

• Il diario favorisce la riflessione e l’organizzazione dei pensieri

• I pensieri possono essere anche brevi

• Scrivici le situazioni positive, i successi e le piccole cose che ti capitano

• Ricorda ciò di cui sei grato

 

10 Dormi bene!

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Come far crescere le relazioni d’amore

Come far crescere le relazioni d’amore
Un rapporto d’amore impegnativo e sicuro può essere una fonte continua di sostegno e felicità.
Buone relazioni rafforzano tutti gli aspetti della vita: la tua salute, la tua mente e il tuo lavoro. Tuttavia, se la relazione non è positiva, può esserci un enorme danno. Le relazioni diventano migliori o peggiori a seconda di quanto le comprendiamo e investiamo su di esse. Questi suggerimenti possono aiutare a mantenere una relazione sana o a recuperare la fiducia e l’amore in un rapporto che si è incrinato.Cosa ti aspetti da una relazione?
Curiosamente, come avrai sentito dire le persone che ti hanno curato quando eri un neonato, hanno forse costruito le tue aspettative di amore. Se la persona che si è preso cura di te è stata comprensiva su ciò che ti serviva, avrai sperimentato la fiducia in loro e verso le emozioni che hai sentito per loro. Ma se questa persona fosse stata confusa, spaventata o ferita, le tue aspettative di amore potrebbero essere state condizionate da queste esperienze. Questa relazione con il tuo caregiver primario potrebbe anche farti sentire a disagio con le emozioni, sia tue che di altre persone.La maggior parte dei consigli sulle relazioni deriva dall’osservazione di persone che si trovano in rapporti positivi o non favorevoli. Le persone  vogliono che il loro rapporto sia buono, vogliono avere consigli sulle giuste cause  per cui combattere,  su come evitare di riversare i loro problemi sul proprio partner e sull’ aspettarsi alti e bassi nella relazione. Questo è un buon consiglio, ma non tiene conto di come le esperienze negative di vita precoce abbiano in parte costruito la visione di molte persone sull’amore e sulle relazioni. Per cambiare questo scenario, è necessario capire perché l’esperienza di sentirsi amati è così importante per il cervello e per  il sistema nervoso, così come per il tuo cuore.Capire le relazioni d’amore
L’amore umano ha uno scopo evolutivo. Quando ci sentiamo amati, il nostro cervello e il sistema nervoso diventano più rilassati ed efficienti e ci sentiamo più felici e più sani. La sensazione di amare è l’antidoto della natura allo stress. Non esiste modo più veloce o più efficace per superare troppo stress e sconvolgimento, rispetto alla comunicazione positiva faccia a faccia con qualcuno che ci fa sentire capiti, sicuri e apprezzati.Innamorarsi è spesso un’esperienza che ci sembra accadere, ma preservare l’esperienza di “innamorarsi” richiede impegno e sforzo. Date le sue ricompense, tuttavia, vale la pena e lo sforzo.Ecco alcune delle caratteristiche che la neuroscienza ci ha insegnato per preservare l’esperienza dell’innamoramento – forse per tutta la vita:

  • Essere disposti a investire tempo, energia e focalizzazione di qualità nel  rapporto. Questo non può essere facile dato le esigenze del lavoro, della carriera, della parentela e della necessità che tutti noi abbiamo per noi stessi. Il mancato investimento in coloro che amiamo non solo provoca perdite di piacere, ma anche opportunità di salute e di benessere complessivo.
  • Comunicare ciò che senti e cosa pensi. La comunicazione emotiva è il linguaggio dell’amore. Quando sperimentiamo segnali emotivi positivi ci sentiamo al sicuro e felici, e quando inviamo segnali emotivi positivi ad altri, si sentono nello stesso modo.
  • Non abbiate paura del disaccordo – consideratelo come un’opportunità per far crescere la relazione. Alcune coppie parlano in silenzio, mentre altre sollevano le loro voci quando non sono d’accordo. La chiave è  non  temere il disaccordo. Ognuno ha bisogno di esprimere cose che lo disturbano senza il timore d un’ umiliazione o di ritorsioni. Le coppie che si comportano così imparano quanto questo li possa aiutare a migliorare se stessi e il rapporto.
  • Arricchire il rapporto con gli interessi esterni. Nessuna persona può soddisfare tutte le nostre esigenze, e aspettandosi troppo da qualcuno potreste mettere molta pressione malsana su una relazione. Portare energia positiva dai familiari, amici e interessi esterni in una relazione può stimolarla e arricchirla.

 

Articolo tradotto: link alla fonte

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Trasferimenti: la storia di Marie

Trasferimenti: la storia di Marie

Marie, 30 anni, impiegata, vive a Parigi da 3 anni.

Quali sono le motivazioni che ti hanno spinto al trasferimento?

Sono Nata in una famiglia mista, mio padre è algerino, nato in Francia, mia madre è italiana. Sono cresciuta a Venezia ed ho studiato lì sia le scuole superiori sia l’università, all’età di 24 anni i miei si sono trasferiti nella provincia di Venezia per motivi lavorativi e per me il trasferimento è stato davvero difficile; non avevo ancora un indipendenza economica ed ho dovuto trasferirmi anch’io. Dopo un pò di anni e di lavoretti saltuari, un parente di mio padre che vive a Parigi mi ha parlato di una proposta lavorativa, ed io ho colto la palla al balzo. 

Che cosa hai lasciato in Italia?

La mia famiglia, i miei genitori, i miei amici

Cosa hai trovato?

Per me il secondo trasferimento è stato positivo, la provincia veneta mi stava troppo stretta, in più essendo una famiglia multietnica risentivo molto di questo aspetto. 

Momenti di difficoltà?

Il momento dell’arrivo, i parenti di mio padre sono stati molto carini, ma non li vedevo da un po di tempo, all’inizio ho vissuto con loro e non è stato facile, anche il mio francese, parlato davvero poco in Italia aveva bisogno di una rinfrescata. 

In Francia ho trovato  persone più simili a me da un punto di vista di apertura mentale, ma anche tanto razzismo rispetto alla mia provenienza, non è stato sempre facile, devo dire che questo aspetto non l’avevo considerato prima del trasferimento

Che cosa ti ha aiutato?

La motivazione a partire, il paesino sentivo che non faceva proprio per me.

Cosa consiglieresti a chi sta pensando di trasferirsi o si è appena trasferito?

E’ importante provare a visualizzarsi nel posto in cui ci si trasferisce per chiedersi se ci si vede in quella realtà, per me il primo trasferimento è stato subito, questo invece è stato percepito come una mia scelta per spostarmi in un luogo che mi aprisse a più opportunità. 

Psicologo online tip 

Marie si è trasferita dall’Italia alla Francia per uscire dalle dinamiche del paesino in cui viveva e forse per andare incontro alle sue origini, il consiglio di visualizzare il posto in cui si vivrà è importante perché ci può aiutare a sentire cosa proviamo rispetto al trasferimento, anche se come ci racconta Marie non tutto è sotto il nostro controllo in un cambiamento così importante, il pensare che non tutte le variabili sono conosciute ci può aiutare ad affrontare le novità che sono insite nel cambiamento. 

Se sei in difficoltà rispetto ad una scelta importante parlarne con uno psicologo può aiutarti a capire come intervenire.

Raccontaci la tua storia all’estero, ti contatteremo per una breve intervista.

 

Vivere le vacanze

Vivere le vacanze

In alcuni casi le persone si sentono depresse durante il periodo estivo, le vacanze  ci possono far sperimentare tristezza, stress, senso di vuoto e talvolta ansia.

Si potrebbe pensare che durante il periodo estivo e con l’interruzione lavorativa ci possa essere uno stato di benessere, in realtà in alcune persone il cambiamento dovuto alle vacanze crea una situazione nuova in cui è difficile stare. Sono molte  le  possibili ragioni per cui le persone si sentono depresse durante le vacanze: il senso di solitudine, il riaffiorare di una sofferenza messa a tacere durante l’anno, un bilancio di metà anno che ci crea sofferenza, un’aspettativa idealizzata della vacanza.

Che cosa puoi fare per stare meglio?

5 spunti di riflessione

Ridimensiona le vacanze

È molto importante mantenere delle aspettative realistiche. Nessuna vacanza è perfetta. Possiamo cercare di essere consapevoli dei nostri sforzi per avere una bella vacanza, ma non possiamo prevedere i risultati.

Prenditi del tempo per te

Cerca del tempo per concentrarti sul qualcosa che ti faccia stare bene, fai un massaggio, leggi un libro che volevi leggere da tempo. Crea le condizioni per prenderti cura di te stesso, la più importante risorsa che hai.

Fai del volontariato

Cerca un’associazione di volontariato su un tema che ti interessa, entra in contatto con altre persone. Aiutare gli altri può farti percepire da un’ altra prospettiva e migliorare il tuo umore

Circondati di persone con cui stai bene

Sforzati di prestare attenzione alle persone che frequenti, chiediti costantemente come stai in compagnia di queste persone. Ascoltati.

Cerca un supporto

Se stai male parlane con le persone che hai accanto, comunica le tue preoccupazioni e la tristezza che stai provando. Se dovessi provare un forte malessere considera la possibilità di cercare un professionista per capire cosa sta succedendo.

 

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Trasferimenti: La storia di Lucia

Trasferimenti: La storia di Lucia

Lucia, 34 anni di Lodi, impiegata, vive a Miami da 3 anni.

Quali sono le motivazioni che ti hanno spinta al trasferimento?

In Italia, dopo aver preso il diploma da amministrativa avevo trovato un lavoro stabile, era un buon lavoro mi trovavo bene con gli altri colleghi, ero davvero contenta, ho sempre lavorato in questo ufficio che si occupava di spedizioni internazionali, da quando sono entrata nell’azienda a 20 anni. Poi ho conosciuto un ragazzo abbiamo iniziato a conoscerci, dopo un anno gli è arrivata la proposta di trasferirsi a Miami per seguire una joint venture. Ne abbiamo parlato ed abbiamo deciso di trasferirci.

Che cosa hai lasciato in Italia?

Ho lasciato la mia famiglia, i miei amici ed un lavoro che mi ha accompagnato per più di 10 anni.

Cosa hai trovato?

La possibilità di studiare bene l’inglese per poter lavorare e le possibilità lavorative facili da trovare e tangibili. Il clima inoltre aiuta molto.

Momenti di difficoltà?

Il momento iniziale è stato davvero difficile, anche perché se per il mio compagno c’era tutta l’adrenalina di un nuovo lavoro, nuovi colleghi, per me tutto questo non c’era. Non è stato facile, perché il mio inglese non era buono, ho dovuto studiare e stare molto tempo da sola, il mio compagno lavorava molto in quel periodo e ci siamo trovati a due velocità diverse.

Che cosa ti ha aiutato?

La condivisione delle difficoltà con il mio compagno e con la famiglia, in quel periodo passavo molto tempo su skype a parlare con loro.

Cosa consiglieresti a chi sta pensando di trasferirsi o si è appena trasferito?

Di valutare e di ascoltarsi bene. La scelta di seguire una persona è una scelta diversa rispetto al pensiero del trasferimento singolo, in questo caso bisogna investire molto sulla relazione ed essere sicuri che sia una relazione importante, perché è tutto quello che hai all’inizio.

Ora dopo 3 anni e tanto studio lavoro per un’azienda sono felice di aver fatto questa scelta e ripensandoci   forse dopo 10 anni nella stessa azienda avevo anch’io voglia di novità.

 Psicologo online tip 

La storia di Lucia ci racconta una partenza per seguire le scelte lavorative di un’altra persona. Come scegliere se partire o meno? Ascoltando quello che sentiamo in quel momento e cercando di comprendere quale sia la “nostra parte” in quella situazione, quale investimento personale facciamo in questa scelta: partiamo perché crediamo che sia una storia importante?, partiamo perché siamo stufi di una situazione lavorativa un pò noiosa? La risposta è sempre soggettiva e porta con sé come funzioniamo, crediamo meriti una profonda riflessione.

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Come riconoscere l’ansia?

Come riconoscere l’ansia?

 

E’ normale sentirsi ansiosi  di fronte ad una situazione difficile, come ad esempio un colloquio di lavoro, un esame, o un appuntamento al buio. Ma se le preoccupazioni e le paure ti impediscono di vivere la  vita nel modo che desideri, si può avere un disturbo d’ansia. Ci sono diversi tipi di disturbi d’ansia e molte terapie efficaci e strategie di auto-aiuto. Una volta capito il disturbo d’ansia, ci sono passi che si possono adottare per ridurre i sintomi e riprendere il controllo della vita.

Cosa puoi fare?

  • Imparare a riconoscere i segni ed i sintomi dell’ ansia
  • Considerarla una priorità per consentirti di avvicinare  le persone che ti  possono aiutare
  • Muovere il corpo spesso, non riposare per più di un’ora
  • Prendere l’intero importo di sonno ristoratore che meriti
  • Mettere in pratica tecniche di rilassamento

Quand’è che l’ansia diventa un disturbo?
L’ansia è la risposta naturale del corpo al pericolo, un allarme automatico che si attiva quando si sente minacciato, sotto pressione, o è di fronte ad una situazione stressante.

Se è presente con moderazione, l’ansia non è sempre una cosa negativa. In realtà, può aiutare a rimanere attenti e concentrati, è stimolare all’azione, motivando per risolvere i problemi. Ma quando l’ansia è costante o schiacciante-quando interferisce con le relazioni e le attività,  hai attraversato la linea di ansia normale  e probabilmente sei nel territorio dei disturbi d’ansia.

 

Se pensi di avere un disturbo d’ansia, una consulenza con un professionista può aiutarti a capire se hai necessità di un sostegno oppure no

Hai un disturbo d’ansia?
Se pensi di si, identificala con uno dei seguenti 7 segnali e sintomi, potresti avere  un disturbo d’ansia:

  • Sei costantemente teso, preoccupato, o al limite?
  • La vostra ansia interferisce con le vostre responsabilità di lavoro, scuola, o  con i familiari?
  • Sei afflitto da paure che sai essere irrazionali, ma non può scuoterle?
  • Credi che qualcosa di brutto accadrà se alcune cose non sono fatte in un certo modo?
  • Evitate situazioni o attività quotidiane perché vi provocano ansia?
  • Avete  improvvisi, inaspettati attacchi di batticuore di panico?
  • Ti senti in  pericolo e la catastrofe è dietro ogni angolo?

 

 

Segni e sintomi dei disturbi d’ansia

I disturbi d’ansia sono un gruppo di patologie correlate, piuttosto che un singolo disturbo, si possono osservare molte diversità da persona a persona. Un individuo può soffrire di attacchi di ansia intensa che colpiscono senza preavviso, mentre un altro sperimenta il panico al pensiero di mescolarsi a una festa. Qualcun altro può lottare con la paura invalidante di guida, o avere incontrollabili pensieri intrusivi. Ancora, un’altra persona può vivere in un costante stato di tensione, preoccuparsi di tutto e di più.

Ma nonostante le loro diverse forme, tutti i disturbi d’ansia condividono un sintomo importante: la paura persistente o grave di preoccuparsi in situazioni in cui la maggior parte delle persone non si sentono minacciate.

Quali sono i sintomi emotivi dell’ ansia?

Oltre ai sintomi di paura e preoccupazione irrazionale ed eccessiva, altri sintomi emotivi comuni includono:

  • Sentimenti di apprensione o terrore
  • Guardare i segni di pericolo
  • Anticipare eventi nefasti
  • difficoltà di concentrazione
  • Sentirsi tesa e nervosa
  • Irritabilità
  • Sentirsi con la mente svuotata

 

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I sintomi fisici di ansia

L’ansia è più di una semplice sensazione. Come prodotto di risposta di lotta o fuga del corpo, l’ ansia coinvolge una vasta gamma di sintomi fisici. A causa dei numerosi sintomi fisici, chi soffre di ansia spesso confondono il loro disturbo per una malattia fisica.   I pazienti possono visitare molti medici e fare numerosi viaggi in ospedale prima che il loro disturbo d’ansia venga scoperto.

I sintomi fisici dell’ ansia  includono:

  • Cuore in gola
  • Sudorazione
  • Mal di testa
  • Mal di stomaco
  • Vertigini
  • minzione frequente o diarrea
  • Fiato corto
  • Tensione muscolare o contrazioni
  • Agitazione o tremore
  • Insonnia

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Come affrontare il burnout?

Come affrontare il burnout?

Lo stress e quindi il burnout talvolta ci possono cogliere di sorpresa. I segnali in un primo momento sono sottili, come il debole ronzio di una mosca. Il vostro collo potrebbe essere rigido. Le vostre spalle paiono lentamente arrampicarsi verso le vostre orecchie. Sentite gli occhi e la testa pesanti. State iniziando a risentire del carico di lavoro. Poi i segnali crescono. Sentite come se la mosca fosse ora dentro la vostra testa, il ronzio si fa sempre più forte. L’esaurimento si diffonde attraverso tutto il corpo.

“Si può avere un senso viscerale di avere i nervi ‘fritti’ o ‘bruciati’, ciò può includere mal di testa, stanchezza, irritabilità, sensibilità sensoriale”, dice lo psicologo clinico Jessica Michaelson. Potremmo anche sentirci annoiati, insensibili e scollegati, e avere poca o nessuna energia o entusiasmo e che nulla sembri in grado di farci riprendere.

Ci mettiamo più tempo per completare le attività, ci scagliamo contro chiunque ci faccia una richiesta e prendiamo anche il divertimento come una qualsiasi altra cosa da svolgere nella nostra lista, ha detto Laura Simms, che di professione aiuta le persone a trovare il lavoro giusto per loro. Ci ritroviamo talvolta anche ad essere a corto di idee e fantasticare di farci male, cosa che ci costringerebbe a prenderci del tempo libero.

Simms definisce il burnout come: “quando il tuo serbatoio fisico, mentale o emozionale raggiunge lo zero a causa di superlavoro.” Ma il superlavoro non è necessariamente dovuto al fatto che abbiamo troppo da fare. Simms ritiene che il colpevole sia la mancanza di riposo. “Può sembrare lo stesso ma non è così”.

Prendiamo l’esempio di due persone che hanno la stessa quantità di lavoro da fare e la stessa quantità di tempo per farlo. “La persona che dorme per 8 ore durante la notte sarà probabilmente più efficace ed efficiente rispetto alla persona che dorme per 5 ore a notte, anche se perde 3 ore in più per riposarsi” Questo perché la persona che ha dormito 5 ore un po’ alla volta si esaurirà, e il suo lavoro ne risentirà.

Come dice la Michaelson “Se dormite poco, la soglia del burnout sarà molto bassa. Il sonno è il modo principale per permettere al nostro sistema nervoso di resettarsi e uscire dalla modalità di crisi “.

Anche noi possiamo sperimentare il burnout quando cerchiamo di essere tutto per tutti – sebbene quando si è esauriti, non si ha molto da dare. “Quando reclamate il vostro diritto a fermarvi e riposare, state facendo un atto di generosità verso gli altri. Gli state dando il dono del vostro più ispirato, vivo, e presente sé “, dice Michaelson. Ecco cinque modi per iniziare a far fronte al burnout.

Prendere sul serio i segnali “Spesso ce la prendiamo con noi stessi per il fatto di sentirci ‘cotti’ da qualcosa, come se fosse un fallimento morale, in tal modo non onoriamo gli spunti di saggezza che ci da il nostro corpo“, dice Michaelson, che aiuta donne e coppie che vogliono ritrovare gioia e significato nella loro vita sempre impegnata. E’ fondamentale prendere il vostro corpo sul serio e fare una pausa. Perché quando non ci fermiamo, rilasciamo adrenalina e cortisolo, che alzano la frequenza cardiaca e la pressione sanguigna, rallentano la digestione e il metabolismo, rendono più difficile la concentrazione e danneggiano la memoria. “Stare in uno stato cronico di crisi ci fa ammalare.” Quando vi sentite inondati dallo stress – diventate stanchi, dite cose come “quanto odio questo” a voi stessi – chiudete gli occhi e fate dieci respiri addominali, dice Michaelson, che sottolinea anche l’importanza del sonno.
Dire di no a cose nuove “Ciò significa non prendere nuovi impegni per il prossimo mese o giù di lì”, ha detto Simms. “Se non è possibile spegnere il fuoco, almeno non aggiungergli ulteriori benzina” A volte, può essere difficile dire di no (soprattutto se siete abituati a dire sì, ed è soprattutto per questo che avete finito per andare in burnout). Quando dite di no, siate onesti. E se vi fa sentire a vostro agio, dite che avete la sensazione di essere esauriti e non potete farvi carico di alcun nuovo progetto o attività. Ritagliatevi del tempo per voi a casa Prima di andare a dormire Simms suggerisce di fare qualcosa di speciale che vi possa ristorare – anche se avete solo 15 minuti, come farsi un bagno caldo o gustarsi un bicchiere di vino. Coccolatevi sul divano a leggere un capitolo di un libro. Accendete una candela e chiamate il vostro migliore amico. “Fate tutto ciò che vi farà sentire tranquilli e curati” Acquisite il controllo delle vostre priorità “Molte persone vanno in burnout perché sprecano un sacco di tempo ed energie in compiti che li esauriscono, ma non sono molto importanti, come stare sui social media o tenere la casa perfettamente pulita”, ha detto Michaelson. Ecco perché è fondamentale tornare alle vostre priorità, che derivano dai vostri valori fondamentali. Le priorità richiedono di fare delle scelte su come spendiamo il nostro tempo, in modo da essere al servizio dei nostri valori. Per connettersi ai nostri valori fondamentali, Michaelson suggerisce di farsi queste domande: – Che cosa farebbe di oggi una giornata degna di essere vissuta? – Cosa vorrei che i miei figli ricordassero di oggi? – Supponendo che solo due o tre cose siano in realtà importanti nella vita, che cosa sono per me? Come potrei fare qualcosa di utile per queste cose importanti?

Concentratevi sui vostri punti di forza – e delegate le vostre debolezze “Quando stiamo facendo dei compiti che non ci vengono naturali, esauriamo più rapidamente le nostre energie perché dobbiamo lavorare molto più duramente”, dice Michaelson, ma quando utilizzate i vostri punti di forza naturali, le attività vi sembreranno più semplici e questo può anche aumentare la vostra energia, aggiunge. Capite i vostri punti di forza, e utilizzateli spesso. Chiedete aiuto per le aree naturalmente più deboli. Molti di noi cercano di far passare il burnout, ma la lista delle cose che abbiamo da fare non se ne andrà molto in fretta. Come ha detto Simms, non possiamo volerci fuori dal burnout. “Si può provare a passarci attraverso nel breve periodo, ma alla fine dovrete rallentare, riposare e riempire il serbatoio.” Questa è una buona cosa. Questo è il modo in cui rispettiamo i nostri corpi e noi stessi. Questo è il modo in cui possiamo dare agli altri e dare generosamente.

Collegamento alla fonte in lingua originale Stress e burnout possono compromettere la tua salute psicofisica. Una consulenza psicologica potrebbe aiutarti a capire meglio come gestirli.

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