Il lavoro influenza la nostra salute psicologica, come adattarlo per star bene

Il lavoro influenza la nostra salute psicologica, come adattarlo per star bene

Come i lavori possono essere adattati per migliorare la salute mentale e fisica delle persone.

Una nuova ricerca rivela che i lavori che offrono ai dipendenti il ​​controllo sul proprio lavoro migliorano  la salute mentale e fisica. Quando ai dipendenti viene dato il controllo del proprio lavoro, anche a fronte di elevate richieste, la loro salute migliora. Delle modalità per dare il controllo ai dipendenti sono di consentire loro di impostare i propri programmi e consentire loro di decidere come viene svolto il lavoro.

Tuttavia, i lavori che impongono enormi richieste ai dipendenti senza dar loro il controllo sono dannosi per la salute mentale. Lo studio mostra l’importanza del controllo sul lavoro sia per la salute mentale che fisica.

Il dottor Erik Gonzalez-Mulé, il primo autore dello studio, ha dichiarato:

“Quando le richieste di lavoro sono superiori al controllo offerto dal lavoro o alla capacità di un individuo di far fronte a tali richieste, si verifica un deterioramento della propria salute mentale e, di conseguenza, una maggiore probabilità di morte”.

Lo studio ha incluso 3.148 persone nel Wisconsin che sono state rintracciate per 20 anni. Il dottor Gonzalez-Mulé ha spiegato l’obiettivo dello studio:

“Abbiamo esaminato come il controllo del lavoro – o la quantità di autonomia che i dipendenti hanno sul lavoro – e le loro capacità cognitive – o la capacità delle persone di apprendere e risolvere i problemi – influenzano il modo in cui fattori di stress come la pressione sul tempo o il carico di lavoro influenzano la salute mentale e fisica e, di conseguenza, la morte .

Abbiamo scoperto che gli stress da lavoro hanno maggiori probabilità di causare depressione e morte a causa di lavori in cui i lavoratori hanno scarso controllo o per le persone con capacità cognitive in cui lo stress è mal tollerato. ”

Avere il controllo sul lavoro ha migliorato la salute fisica e mentale.

Alcune persone sono state anche in grado di adattarsi a lavori più stressanti senza lasciarlo influenzare.Il dottor Gonzalez-Mulé ha dichiarato:

“Riteniamo che ciò sia dovuto al fatto che il controllo del lavoro e le capacità cognitive agiscono come risorse che aiutano le persone a far fronte ai fattori di stress da lavoro.

Il controllo del lavoro consente alle persone di impostare i propri programmi e dare priorità al lavoro in modo da aiutarli a raggiungere i propri obiettivi di lavoro, alcune persone sono state in grado di adattarsi meglio alle esigenze di un lavoro stressante e di trovare modi per affrontare lo stress. “

Il dottor Gonzalez-Mulé ha questo consiglio per i dirigenti:

“I manager dovrebbero fornire ai dipendenti che lavorano in lavori impegnativi una maggiore autonomia e, nei lavori in cui è impossibile farlo, una riduzione proporzionale delle richieste.Ad esempio, consentire ai dipendenti di stabilire i propri obiettivi o decidere come svolgere il proprio lavoro, o ridurre l’orario di lavoro dei dipendenti, potrebbe migliorare la salute.

Le organizzazioni dovrebbero selezionare le persone con capacità cognitive adatte al ruolo che andranno a svolgere. Il COVID-19 potrebbe causare più problemi di salute mentale, quindi è particolarmente importante che il lavoro non aggravi tali problemi. Questo include la gestione e forse la riduzione delle richieste ai dipendenti, essere consapevoli della capacità e diversità dei dipendenti da gestire e fornire ai dipendenti autonomia sono ancora più importanti di prima dell’inizio della pandemia. ”

 

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Perché facciamo cose che riteniamo stupide o irrazionali; 10 esperimenti di psicologia sociale

Perché facciamo cose che riteniamo stupide o irrazionali; 10 esperimenti di psicologia sociale

Perché facciamo cose che riteniamo stupide o irrazionali: 10 brillanti esperimenti di psicologia sociale

 

“Sono stato principalmente interessato a come e perché le persone comuni fanno cose insolite, cose che sembrano estranee alla loro natura. Perché le “brave” persone a volte si comportano male? Perché le persone intelligenti a volte fanno cose stupide o irrazionali? “ – Philip Zimbardo 

Come: “psicologo sociale, il professor Philip Zimbardo (autore di The Lucifer Effect: Understanding How Good People Turn Evil), sono anche io ossessionato dal perché facciamo cose stupide o irrazionali”. La risposta abbastanza spesso è dovuta a come ci relazioniamo con le altre persone, qualcosa che gli psicologi sociali hanno mostrato in modo completo. Negli ultimi mesi ho descritto 10 dei più influenti esperimenti di psicologia sociale. Ognuno racconta una storia unica e penetrante, rilevante per tutte le nostre vite. 

  1. Effetto alone: quando la  propria mente è un mistero 

L ‘”effetto alone” è un classico esperimento di psicologia sociale. È l’idea che le valutazioni globali su una persona (ad es. lei è simpatica) si riversino in giudizi sui loro tratti specifici (ad es. lei è intelligente). Le star di Hollywood dimostrano perfettamente l’effetto alone. Poiché sono spesso attraenti e simpatici, assumiamo naturalmente che siano anche intelligenti, amichevoli, mostrino buon senso e così via. 

  1. Come e perché mentiamo a noi stessi: dissonanza cognitiva 

L’innovativo esperimento psicologico sociale di Festinger e Carlsmith (1959) fornisce una visione centrale delle storie che raccontiamo a noi stessi sul perché pensiamo e ci comportiamo come facciamo. L’esperimento è pieno di inganni geniali, quindi il modo migliore per capirlo è immaginare di prenderne parte. Quindi siediti, rilassati e torna indietro. È il 1959 e sei uno studente universitario alla Stanford University … 

  1. Guerra, pace e ruolo del potere nell’esperimento nella caverna dei ladri di Sherif 

L’esperimento di Robbers Cave, un classico esperimento di psicologia sociale, ha almeno una storia nascosta. La storia ben nota è emersa nei decenni successivi all’esperimento quando gli scrittori di libri di testo hanno adottato una nuova rivisitazione. Con la ripetizione le persone hanno presto accettato questa storia come realtà, dimenticando che è solo una versione degli eventi, un’interpretazione di una serie complessa di studi.

  1. Il nostro cuore scuro: The Stanford Prison Experiment 

Il famoso “Stanford Prison Experiment” sostiene un valido esempio del potere della situazione nel determinare il comportamento umano. Non solo, ma questo esperimento ha anche ispirato un romanzo, due film, innumerevoli programmi TV, rievocazioni e persino una band. 

  1. Seguire solo gli ordini? Esperimento sull’obbedienza di Stanley Milgram 

Quale esperimento di psicologia sociale potrebbe essere così potente che semplicemente prendendone parte potrebbe cambiare la tua visione di te e della natura umana? Quale procedura sperimentale potrebbe provocare ad alcune persone profuse sudorazione e tremore, lasciando il 10% estremamente turbato, mentre altri scoppiano in risate isteriche inspiegabili? 

  1. Perché tutti noi puzziamo di psicologi intuitivi: il falso pregiudizio sul consenso 

Molte persone credono naturalmente di essere dei buoni “psicologi intuitivi”, pensando che sia relativamente facile prevedere gli atteggiamenti e i comportamenti di altre persone. Ognuno di noi ha le informazioni raccolte da innumerevoli esperienze precedenti che hanno coinvolto noi stessi e gli altri, quindi sicuramente dovremmo avere solide intuizioni? Non abbiamo questa fortuna. 

  1. Perché gruppi e pregiudizi si formano così facilmente: la teoria dell’identità sociale 

Il comportamento delle persone nei gruppi è affascinante e spesso inquietante. Non appena gli umani vengono raggruppati in gruppi, iniziamo a fare cose strane: copiare gli altri membri del loro gruppo, favorire i membri del proprio gruppo sugli altri, cercare un leader per adorare e combattere altri gruppi. 

  1. Come evitare un cattivo affare: non minacciare 

La contrattazione è una di quelle attività che spesso intraprendiamo senza rendercene conto. Non succede solo nella sala riunioni o quando chiediamo al nostro capo un aumento, succede ogni volta che vogliamo raggiungere un accordo con qualcuno. Questo accordo potrebbe essere semplice come scegliere un ristorante con un amico o decidere quale canale TV guardare. All’altra estremità della scala, la contrattazione può influenzare il destino delle nazioni.

  1. Perché non aiutiamo gli altri: apatia da spettatore 

Nella psicologia sociale l ‘”effetto spettatore” è la sorprendente scoperta che la semplice presenza di altre persone inibisce i nostri comportamenti di aiuto in caso di emergenza. John Darley e Bibb Latane furono ispirati a indagare sui comportamenti d’emergenza dopo l’assassinio di Kitty Genovese nel 1964. 

  1. Non posso credere ai miei occhi: conforme alla norma 

Sappiamo tutti che gli esseri umani sono conformisti nati in modo naturale: copiamo il reciproco senso comune, il modo di parlare e gli atteggiamenti, spesso senza pensarci due volte. Ma esattamente fino a che punto arriva questa conformità? Pensi che sia possibile negare informazioni inequivocabili dai tuoi sensi solo per conformarti alle altre persone? 

 

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Come aiutarsi durante il Coronavirus

Come aiutarsi durante il Coronavirus

Piccolo Vademecum ai tempi del coronavirus

Per quanto sia difficile, proviamo a non vivere solo di coronavirus, dentro le mura di casa ci sono molte attività e cose, a volte persone, che possono attrarre la nostra attenzione. Proviamo a limitare il tempo che dedichiamo all’ascolto dei massmedia sul tema, anche qui provando ad ascoltarci, la domanda guida è: “Come mi sento ad ascoltare queste notizie, sento di poterle reggere e di non essere sovraccaricato?” Spesso accendiamo la tv, come gesto automatico a cui siamo abituati, ma in questo momento è importante tutelarsi.

Cosa succede all’essere umano in questi momenti?

Considerando che ogni persona ha un proprio funzionamento e che la reazione dipende molto anche dalla fase di vita in cui la persona si trova ( se ho una relazione e sono sereno è più probabile che reagisca meglio rispetto ad un’altra persona che nel mese di febbraio pensava alla separazione) possiamo sintetizzare cosa succede in questo modo: l’emozione più provata è sicuramente quella della paura, un’emozione evolutiva che ci ha permesso di sopravvivere, facendo aumentare i livelli di attenzione rispetto a pericoli esterni. E’ normale provare paura in questi momenti, essere spaventati è quella sensazione che ci aiuta a non uscire di casa, a temere il contagio e a tutelarci il più possibile.

In alcune persone la paura si può trasformare in ansia, anticipando e amplificando quelle stesse paure che ci aiutano a tutelarci.

Proviamo a non respingere quest’emozione, ascoltiamola e rispettiamola, provando anche a capire cosa possiamo fare per stare meglio.

Qualche suggerimento:

  • Proviamo a condividere come stiamo, parlare delle proprie sensazioni ci può alleggerire e potremmo scoprire che non siamo soli nelle nostre paure
  • Se lavoriamo da casa proviamo a dare una struttura alle  nostre giornate; quante ore vogliamo lavorare, in quale spazio. Organizzare gli spazi dedicati al lavoro e quelli per lo svago può essere importante per non dare un senso di continuità all’attività lavorativa o allo svago.
  • Accettiamo la tristezza, la paura e le emozioni che sperimentiamo, proviamo a stare in ciò che sentiamo. Non è giusto o sbagliato, è come stiamo e va rispettato. Se in una giornata ci sentiamo più tristi e non abbiamo voglia di fare delle attività non sforziamoci, accogliamo come ci sentiamo, magari coccolandoci.
  • La noia, questa sconosciuta. Nella società attuale quest’emozione è spesso scomparsa nella vita degli adulti e dei bambini, oggi invece può presentarsi spesso nelle lunghe giornate in casa, proviamo ad accogliere questa sensazione spesso portatrice di novità, se proviamo ad annoiarci possiamo stare a contatto più con noi stessi, possiamo ripensare a relazioni lasciate in sospeso, a scelte a cui stiamo pensando e trovare risorse magari impensabili in altri momenti.
  • Se in casa ci sono dei bambini è importante ascoltarli, la loro vita è spesso cambiata molto di più rispetto alla nostra, per loro il contatto fisico è molto importante e la videochiamata con gli amici non può avere lo stesso valore che ha per noi. Esistono molti modi per stargli accanto: leggendo delle fabie sull’emozioni della tristezza e della rabbia, provando a stare con loro e  dedicandogli attenzioni con dei giochi. E’ importante che gli venga spiegato ciò che sta succedendo adattando le informazioni in base alla loro età.
  • Per la coppia questo può essere un momento difficile. Se lavoravate tutto il giorno ed il momento di incontro era serale, questa situazione ha stravolto le vostre abitudini, la convivenza forzata può mettere a dura prova il vostro rapporto, perché potreste trovarvi a gestire le vostre caratteristiche personali in un momento in cui c’è già un sovraccarico. Ci potranno essere dei momenti in cui avete voglia di stare da soli e questo va rispettato, siete una coppia ma potreste avere bisogno anche di spazi individuali, così come avveniva prima.

 

Questo momento di difficoltà seppur presenti molti aspetti difficili da gestire porta con sé anche la possibilità di ascoltarsi di più, conoscersi meglio, di annoiarsi e quindi poter lavorare su aspetti di noi che nella vita quotidiana mettiamo un pò sotto il tappeto.

 

 

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Come ridurre lo stress

Come ridurre lo stress

Scopri nell’articolo come ridurre lo stress, ogni giorno.

1 Gestisci il tuo tempo

• Piccole routines diminuiscono lo stress aumentando la prevedibilità

• Ricorda che la tua programmazione giornaliera non deve essere per forza rigida

• Datti delle priorità giornaliere ma non andare oltre il weekend

• Esprimi ciò che ti rende grato ogni giorno

2 Preparati per la giornata

• Prenditi 10 minuti ogni sera per prepararti per il giorno successivo

• Metti i vestiti utili in un luogo facilmente accessibile

• Organizza uscite con amici positivi e divertenti

3 Goditi le piccole cose

• Rallenta e goditi il momento in cui stai vivendo

• Concentrati sui dettagli delle tue attività, di ogni giorno

4 Muoviti più spesso

• Esercizi regolari riducono lo stress e migliorano la salute

• Piccoli esercizi fisici vanno bene anche se non riesci a programmarli

• 10 minuti di camminata possono essere benefici come 45 minuti di esercizio mirato, al fine di ridurre lo stress

5 Ridi spesso

La risata …

• Rilascia endorfine che migliorano l’umore e il sistema immunitario

• Abbassa il livello degli ormoni dello stress (cortisolo e adrenalina)

• Migliora la gestione del dolore fisico

6 Goditi la natura e la creatività

• Trascorrere tempo all’aria aperta è un antidepressivo naturale

• I profumi e i paesaggi naturali hanno un effetto calmante

• Prenditi del tempo per goderti l’arte, la musica e la danza

7 Respira profondamente

• Quando ti senti ansioso prenditi 5 minuti per respirare lentamente e profondamente

• I respiri lenti riducono gli ormoni dello stress nel corpo, abbassano il battito cardiaco e la pressione sanguigna
8 Medita ogni giorno

• La meditazione serve per trovare la pace interiore

• Non hai bisogno di imparare a meditare

• Trova semplici modi per schiarire la mente, per esempio facendo un bagno o ascoltando musica tranquilla

• Concentrati sul tuo respiro ( vedi il punto 7)

9 Tieni un diario della gioia

• Il diario favorisce la riflessione e l’organizzazione dei pensieri

• I pensieri possono essere anche brevi

• Scrivici le situazioni positive, i successi e le piccole cose che ti capitano

• Ricorda ciò di cui sei grato

 

10 Dormi bene!

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Come far crescere le relazioni d’amore

Come far crescere le relazioni d’amore
Un rapporto d’amore impegnativo e sicuro può essere una fonte continua di sostegno e felicità.
Buone relazioni rafforzano tutti gli aspetti della vita: la tua salute, la tua mente e il tuo lavoro. Tuttavia, se la relazione non è positiva, può esserci un enorme danno. Le relazioni diventano migliori o peggiori a seconda di quanto le comprendiamo e investiamo su di esse. Questi suggerimenti possono aiutare a mantenere una relazione sana o a recuperare la fiducia e l’amore in un rapporto che si è incrinato.Cosa ti aspetti da una relazione?
Curiosamente, come avrai sentito dire le persone che ti hanno curato quando eri un neonato, hanno forse costruito le tue aspettative di amore. Se la persona che si è preso cura di te è stata comprensiva su ciò che ti serviva, avrai sperimentato la fiducia in loro e verso le emozioni che hai sentito per loro. Ma se questa persona fosse stata confusa, spaventata o ferita, le tue aspettative di amore potrebbero essere state condizionate da queste esperienze. Questa relazione con il tuo caregiver primario potrebbe anche farti sentire a disagio con le emozioni, sia tue che di altre persone.La maggior parte dei consigli sulle relazioni deriva dall’osservazione di persone che si trovano in rapporti positivi o non favorevoli. Le persone  vogliono che il loro rapporto sia buono, vogliono avere consigli sulle giuste cause  per cui combattere,  su come evitare di riversare i loro problemi sul proprio partner e sull’ aspettarsi alti e bassi nella relazione. Questo è un buon consiglio, ma non tiene conto di come le esperienze negative di vita precoce abbiano in parte costruito la visione di molte persone sull’amore e sulle relazioni. Per cambiare questo scenario, è necessario capire perché l’esperienza di sentirsi amati è così importante per il cervello e per  il sistema nervoso, così come per il tuo cuore.Capire le relazioni d’amore
L’amore umano ha uno scopo evolutivo. Quando ci sentiamo amati, il nostro cervello e il sistema nervoso diventano più rilassati ed efficienti e ci sentiamo più felici e più sani. La sensazione di amare è l’antidoto della natura allo stress. Non esiste modo più veloce o più efficace per superare troppo stress e sconvolgimento, rispetto alla comunicazione positiva faccia a faccia con qualcuno che ci fa sentire capiti, sicuri e apprezzati.Innamorarsi è spesso un’esperienza che ci sembra accadere, ma preservare l’esperienza di “innamorarsi” richiede impegno e sforzo. Date le sue ricompense, tuttavia, vale la pena e lo sforzo.Ecco alcune delle caratteristiche che la neuroscienza ci ha insegnato per preservare l’esperienza dell’innamoramento – forse per tutta la vita:

  • Essere disposti a investire tempo, energia e focalizzazione di qualità nel  rapporto. Questo non può essere facile dato le esigenze del lavoro, della carriera, della parentela e della necessità che tutti noi abbiamo per noi stessi. Il mancato investimento in coloro che amiamo non solo provoca perdite di piacere, ma anche opportunità di salute e di benessere complessivo.
  • Comunicare ciò che senti e cosa pensi. La comunicazione emotiva è il linguaggio dell’amore. Quando sperimentiamo segnali emotivi positivi ci sentiamo al sicuro e felici, e quando inviamo segnali emotivi positivi ad altri, si sentono nello stesso modo.
  • Non abbiate paura del disaccordo – consideratelo come un’opportunità per far crescere la relazione. Alcune coppie parlano in silenzio, mentre altre sollevano le loro voci quando non sono d’accordo. La chiave è  non  temere il disaccordo. Ognuno ha bisogno di esprimere cose che lo disturbano senza il timore d un’ umiliazione o di ritorsioni. Le coppie che si comportano così imparano quanto questo li possa aiutare a migliorare se stessi e il rapporto.
  • Arricchire il rapporto con gli interessi esterni. Nessuna persona può soddisfare tutte le nostre esigenze, e aspettandosi troppo da qualcuno potreste mettere molta pressione malsana su una relazione. Portare energia positiva dai familiari, amici e interessi esterni in una relazione può stimolarla e arricchirla.

 

Articolo tradotto: link alla fonte

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Come affrontare il burnout?

Come affrontare il burnout?

Lo stress e quindi il burnout talvolta ci possono cogliere di sorpresa. I segnali in un primo momento sono sottili, come il debole ronzio di una mosca. Il vostro collo potrebbe essere rigido. Le vostre spalle paiono lentamente arrampicarsi verso le vostre orecchie. Sentite gli occhi e la testa pesanti. State iniziando a risentire del carico di lavoro. Poi i segnali crescono. Sentite come se la mosca fosse ora dentro la vostra testa, il ronzio si fa sempre più forte. L’esaurimento si diffonde attraverso tutto il corpo.

“Si può avere un senso viscerale di avere i nervi ‘fritti’ o ‘bruciati’, ciò può includere mal di testa, stanchezza, irritabilità, sensibilità sensoriale”, dice lo psicologo clinico Jessica Michaelson. Potremmo anche sentirci annoiati, insensibili e scollegati, e avere poca o nessuna energia o entusiasmo e che nulla sembri in grado di farci riprendere.

Ci mettiamo più tempo per completare le attività, ci scagliamo contro chiunque ci faccia una richiesta e prendiamo anche il divertimento come una qualsiasi altra cosa da svolgere nella nostra lista, ha detto Laura Simms, che di professione aiuta le persone a trovare il lavoro giusto per loro. Ci ritroviamo talvolta anche ad essere a corto di idee e fantasticare di farci male, cosa che ci costringerebbe a prenderci del tempo libero.

Simms definisce il burnout come: “quando il tuo serbatoio fisico, mentale o emozionale raggiunge lo zero a causa di superlavoro.” Ma il superlavoro non è necessariamente dovuto al fatto che abbiamo troppo da fare. Simms ritiene che il colpevole sia la mancanza di riposo. “Può sembrare lo stesso ma non è così”.

Prendiamo l’esempio di due persone che hanno la stessa quantità di lavoro da fare e la stessa quantità di tempo per farlo. “La persona che dorme per 8 ore durante la notte sarà probabilmente più efficace ed efficiente rispetto alla persona che dorme per 5 ore a notte, anche se perde 3 ore in più per riposarsi” Questo perché la persona che ha dormito 5 ore un po’ alla volta si esaurirà, e il suo lavoro ne risentirà.

Come dice la Michaelson “Se dormite poco, la soglia del burnout sarà molto bassa. Il sonno è il modo principale per permettere al nostro sistema nervoso di resettarsi e uscire dalla modalità di crisi “.

Anche noi possiamo sperimentare il burnout quando cerchiamo di essere tutto per tutti – sebbene quando si è esauriti, non si ha molto da dare. “Quando reclamate il vostro diritto a fermarvi e riposare, state facendo un atto di generosità verso gli altri. Gli state dando il dono del vostro più ispirato, vivo, e presente sé “, dice Michaelson. Ecco cinque modi per iniziare a far fronte al burnout.

Prendere sul serio i segnali “Spesso ce la prendiamo con noi stessi per il fatto di sentirci ‘cotti’ da qualcosa, come se fosse un fallimento morale, in tal modo non onoriamo gli spunti di saggezza che ci da il nostro corpo“, dice Michaelson, che aiuta donne e coppie che vogliono ritrovare gioia e significato nella loro vita sempre impegnata. E’ fondamentale prendere il vostro corpo sul serio e fare una pausa. Perché quando non ci fermiamo, rilasciamo adrenalina e cortisolo, che alzano la frequenza cardiaca e la pressione sanguigna, rallentano la digestione e il metabolismo, rendono più difficile la concentrazione e danneggiano la memoria. “Stare in uno stato cronico di crisi ci fa ammalare.” Quando vi sentite inondati dallo stress – diventate stanchi, dite cose come “quanto odio questo” a voi stessi – chiudete gli occhi e fate dieci respiri addominali, dice Michaelson, che sottolinea anche l’importanza del sonno.
Dire di no a cose nuove “Ciò significa non prendere nuovi impegni per il prossimo mese o giù di lì”, ha detto Simms. “Se non è possibile spegnere il fuoco, almeno non aggiungergli ulteriori benzina” A volte, può essere difficile dire di no (soprattutto se siete abituati a dire sì, ed è soprattutto per questo che avete finito per andare in burnout). Quando dite di no, siate onesti. E se vi fa sentire a vostro agio, dite che avete la sensazione di essere esauriti e non potete farvi carico di alcun nuovo progetto o attività. Ritagliatevi del tempo per voi a casa Prima di andare a dormire Simms suggerisce di fare qualcosa di speciale che vi possa ristorare – anche se avete solo 15 minuti, come farsi un bagno caldo o gustarsi un bicchiere di vino. Coccolatevi sul divano a leggere un capitolo di un libro. Accendete una candela e chiamate il vostro migliore amico. “Fate tutto ciò che vi farà sentire tranquilli e curati” Acquisite il controllo delle vostre priorità “Molte persone vanno in burnout perché sprecano un sacco di tempo ed energie in compiti che li esauriscono, ma non sono molto importanti, come stare sui social media o tenere la casa perfettamente pulita”, ha detto Michaelson. Ecco perché è fondamentale tornare alle vostre priorità, che derivano dai vostri valori fondamentali. Le priorità richiedono di fare delle scelte su come spendiamo il nostro tempo, in modo da essere al servizio dei nostri valori. Per connettersi ai nostri valori fondamentali, Michaelson suggerisce di farsi queste domande: – Che cosa farebbe di oggi una giornata degna di essere vissuta? – Cosa vorrei che i miei figli ricordassero di oggi? – Supponendo che solo due o tre cose siano in realtà importanti nella vita, che cosa sono per me? Come potrei fare qualcosa di utile per queste cose importanti?

Concentratevi sui vostri punti di forza – e delegate le vostre debolezze “Quando stiamo facendo dei compiti che non ci vengono naturali, esauriamo più rapidamente le nostre energie perché dobbiamo lavorare molto più duramente”, dice Michaelson, ma quando utilizzate i vostri punti di forza naturali, le attività vi sembreranno più semplici e questo può anche aumentare la vostra energia, aggiunge. Capite i vostri punti di forza, e utilizzateli spesso. Chiedete aiuto per le aree naturalmente più deboli. Molti di noi cercano di far passare il burnout, ma la lista delle cose che abbiamo da fare non se ne andrà molto in fretta. Come ha detto Simms, non possiamo volerci fuori dal burnout. “Si può provare a passarci attraverso nel breve periodo, ma alla fine dovrete rallentare, riposare e riempire il serbatoio.” Questa è una buona cosa. Questo è il modo in cui rispettiamo i nostri corpi e noi stessi. Questo è il modo in cui possiamo dare agli altri e dare generosamente.

Collegamento alla fonte in lingua originale Stress e burnout possono compromettere la tua salute psicofisica. Una consulenza psicologica potrebbe aiutarti a capire meglio come gestirli.

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Comunicare con assertività

Comunicare con assertività

“La parola’ no’ è un grande risparmio di tempo. Dì di no a qualunque cosa che non sia il più elevato e miglior uso del tuo tempo.”
Brian Tracy

La parola assertività deriva dal latino “Asserere” cioè asserire, essa indica la capacità umana di esprimere in maniera chiara ed efficace emozioni ed idee, senza prevaricare sull’altro.

Quando pensiamo ad un individuo assertivo ci può venire in mente una persona che comunica ciò che pensa con una modalità diretta, questa caratteristica rientra sicuramente nell’assertività, anche se è riduttivo pensare solo a questo aspetto, vediamo quindi in quali modi possiamo essere assertivi:

  • nella capacità di esprimere, ma anche accogliere approvazioni, viene detta assertività positiva
  • nella capacità di esprimere un pensiero contrastante e di critica rivolto ad altri, viene detta assertività negativa
  • nella capacità di risolvere i problemi, l’abilità di problem solving è complessa perché mette in moto diversi aspetti della persona
  • nel difendere  i propri diritti, in situazioni in cui sono messi a rischio
  • nelle relazioni sociali, si intende la capacità di entrare in relazione con nuove persone, adattando lo stile comunicativo alla diversa situazione, questa capacità richiede una buona dose di flessibilità per riuscire a comunicare con persone autorevoli e con perfetti sconosciuti
  • una parte dell’assertività è quella che ci permette di guidare gli altri in situazioni problematiche influenzando il loro comportamento, è una parte importante per un leader

L‘assertività è strettamente correlata all‘autostima, se abbiamo fiducia nelle nostre capacità saremo spesso in grado di comunicare agli altri ciò che pensiamo, se non crediamo molto in noi stessi difficilmente riusciremo ad essere credibili. Detto questo,  ci sono alcune situazioni in cui anche se abbiamo una buona autostima la comunicazione è difficile per via del contenuto, o per alcune condizioni psicofisiche che stiamo vivendo ( stress, situazioni che ci creano disagio).

 

Come si comunica con assertività:

  • non avendo paura a mostrare il nostro dissenso 
  • presentandoci con un immagine curata
  • cercando di prestare attenzione alla comunicazione non verbale ( postura, mimica, contatto visivo…)
  • usando un linguaggio di un certo tipo:  io, tu, voi ed usando verbi incisivi

 

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Stress e creatività: quale relazione?

Stress e creatività: quale relazione?

Lo studio potrebbe spiegare perché i libri da colorare stanno diventando così popolari.
Un nuovo studio ha scoperto che l’ arte riduce i livelli degli ormoni dello stress nel corpo.

E non è importa quanto sia bello (o cattivo) il disegno, la pittura o la scultura – i vantaggi sono gli stessi per tutti i livelli di esperienza.

Dr Girija Kaimal, uno degli autori dello studio, ha dichiarato:

“Era sorprendente e nello stesso momento non lo era.

Non è stato sorprendente perché è l’idea fondamentale dell’arte-terapia: ognuno è creativo e può essere espressivo nelle arti visive quando lavora in un ambiente di supporto.

Detto questo, mi aspettavo che forse gli effetti sarebbero stati più forti per le persone con esperienze nell’arte terapia precedenti “.

Persone di tutte le età nello studio hanno fatto qualche forma d’ arte per 45 minuti.

I livelli di cortisolo sono stati misurati prima e dopo (il cortisolo è spesso conosciuto come “ormone dello stress“).

Nessuna istruzione è stata fornita: le persone hanno ricevuto semplicemente del materiale per la modellazione dell’ argilla, materiali per il collage, carta e marcatori.

Per il 75% dei partecipanti, i livelli di cortisolo sono diminuiti dopo l’attività.
Le persone hanno anche descritto la loro esperienza in seguito.

 

Una persona ha scritto:

“Era molto rilassante.

Dopo circa cinque minuti mi sono sentito meno ansioso. Sono stato in grado di ossessionarmi meno rispetto a  cose che non avevo fatto e che non avevo bisogno di fare.

Esprimermi attraverso l’arte mi ha permesso di vedere le cose in prospettiva “.

Un quarto dei partecipanti, però, ha registrato un aumento dei livelli di cortisolo.

Dr Kaimal ha dichiarato:

“Alcune quantità di cortisolo sono essenziali per il funzionamento dell’organismo.

Ad esempio, i livelli di cortisolo variano per tutto il giorno, i livelli sono più alti la mattina perché ciò dà una spinta energetica per andare avanti all’inizio della giornata.

Una possibilità è che l’art-making abbia portato uno stato di eccitazione e/o impegno nei partecipanti allo studio “.

Lo studio è solo un passo del piano di ricerca, il dottor Kaimal ha dichiarato:

“Vogliamo in ultima analisi esaminare come le iniziative creative potrebbero aiutare il benessere psicologico e quindi anche la salute fisiologica”.

Lo studio è stato pubblicato nella rivista Art Therapy (Kaimal et al., 2016).

Trasferimenti: la storia di Lisa e Nicola

Trasferimenti: la storia di Lisa e Nicola

Lisa 30 anni e Nicola 31, vivono in Australia con il loro piccolo Brian

Quali sono le motivazioni che vi hanno spinto al trasferimento?

Mi sono trasferita in Australia nel 2013 insieme al mio compagno Nicola. In Veneto dove vivevo, lavoravo in un ristorante e il mio compagno faceva l’ elettrauto. Entrambi avevamo un lavoro fisso, ma giravano voci di vendita nella sua azienda, era quel periodo in cui molte aziende hanno chiuso. Il mio compagno aveva un conoscente in Australia, così ci siamo detti: ”partiamo!”. Una grande motivazione per il cambiamento è stata provare una realtà nuova, più cosmopolita. Per il mio compagno è stato più difficile per me no, avevo già fatto un anno in Belgio quando avevo 19 anni. Siamo partiti molto preparati, l’Australia è cambiata negli ultimi 5 anni, tramite fb ora è molto facile informarsi ed arrivare preparati. 

Quando siamo arrivati siamo entrati con il working holiday visa, siamo stati fortunati perché il datore di lavoro ci ha fornito lo sponsor quando il visto è scaduto. Sono stati anni movimentati perché oltre al trasferimento sono rimasta incinta e ci siamo spostati da Sydney a Old Bar in un’ area rurale, cambiando di nuovo lo stile di vita.

Che cosa hai lasciato in Italia?

Dell’ Italia mi manca il cibo… potrei uccidere per una mozzarella. Sicuramente il cibo è una grossa mancanza. In Australia ci sono molti prodotti italiani rivisitati, ma la lavorazione qui non è rigorosa e alla fine il risultato è molto diverso rispetto ai prodotti italiani. 

La famiglia mi manca molto, quando è nato Brian è venuta mia mamma, poi è venuto mio padre e per finire siamo andati  noi in Italia per un mese, quando siamo tornati ho sentito la mancanza dei miei genitori; è stata dura. Sentiamo molto la mancanza dei nonni; con mia mamma mi sento spesso, quando ho bisogno la chiamo, ma non è la stessa cosa.

Cosa hai trovato?

Una nazione meritocratica, entrambi siamo cresciuti nel lavoro e abbiamo raggiunto delle posizioni, in Italia non sarebbe stato possibile, in così breve tempo. In Australia c’è una mancanza di lavoro manuale, quindi se ti impegni nella tua professione riesci tranquillamente a vivere ed anche bene. Io ho sempre lavorato nel campo della ristorazione ed ora sono manager, mentre Nicola è diventato capo officina. 

Siamo riusciti anche a mettere da parte dei soldi, in italia non sarebbe stato possibile, bisogna però fare attenzione; tutti pensano che l’ Australia sia l’eldorado, non lo è: se il tuo livello di inglese non è buono è difficile inserirsi e se non hai una professione ancor di più anche perchè i visti cambiano continuamente.

Dal punto di vista culturale, ho riscontrato diverse differenze: per gli australiani il divertimento coincide con la sbronza e sono meno affini alla condivisione, per esempio se si organizza una grigliata per loro è normale portare il cibo e da bere per loro e non condividerlo.

Momenti di difficoltà?

Quando siamo arrivati, non sapevamo che dovevamo dividere la casa con altre persone: qui è normale. La ricerca della casa è estenuante: sono sporche, spesso rotte, ci vivono tante persone. Il costo della vita è alto soprattutto nelle città, è molto difficile andare a vivere da soli, comprare una casa è quasi impossibile anche per la 2 o 3 generazione che vive in Australia. In molte case dividi la stanza con altre persone anche 6 persone nella stessa camera. Come coppia abbiamo deciso di non dividere la stanza ed abbiamo faticato a trovare una posto decente per noi.

Se penso ad altri momenti di difficoltà mi viene in mente quando è nato il bambino, come italiani non abbiamo diritto alla tessera sanitaria, avevamo l’assicurazione privata che ci copriva il 60% delle spese e non avevo la maternità. Abbiamo utilizzato i soldi risparmiati a Sidney, se non fossimo stati in due sarebbe stato difficile. 

Inoltre, il trasferimento da Sydney a Old Bar è stata dura, abbiamo perso i nostri amici.

Che cosa ti ha aiutato?

Se non fossimo stati in due sarebbe stato difficile, quindi sicuramente la presenza di Nicola

Cosa consiglieresti a chi sta pensando di trasferirsi o si è appena trasferito?

Consiglierei di informarsi prima di partire, ci sono tante piattaforme social, non venite impreparati. Studiate l’inglese prima di partire, una volta si veniva anche senza l’inglese, ora quell’epoca è finita, perché il rischio è di essere sfruttati. Considerando tutti questi aspetti, consiglio di venire: l’Australia è ancora un posto in cui hai la possibilità di dimostrare quanto vali: è meritocratica.

 Psicologo online tip 

La decisione di trasferirsi può avvenire in coppia per provare e sperimentarsi in un contesto completamente nuovo, come è successo a Lisa e Nicola che insieme hanno deciso di andare in Australia. A differenza di una scelta individuale, essere in due in un paese sconosciuto può essere di grande aiuto: ci si può aiutare nei momenti di difficoltà e si porta un pò del paese di origine nel nuovo. La coppia può però ostacolare la conoscenza di nuove persone e l’integrazione in un nuovo contesto, proprio perché siamo già ben conosciuti dalla persona che abbiamo accanto e meno obbligati ad aprirci al “nuovo”.

Se ti sei trasferito all’estero e stai attraversando dei momenti di difficoltà l’aiuto di uno psicologo può aiutarti, contattaci, cercheremo di capire come aiutarti

Raccontaci la tua storia all’estero, ti contatteremo per una breve intervista.

 

 

Capire l’insonnia

Capire l’insonnia

“Il mondo in cui si vive durante il sonno è talmente diverso, che quelli che faticano a prender sonno cercano prima di tutto di uscire dal nostro.”

Marcel Proust

 

Che cos’è l’insonnia?

Linsonnia è un disturbo del riposo che può avere caratteristiche diverse sia qualitative che quantitative. L’insonnia causa disagio ed ha delle  forti ripercussioni sul funzionamento fisico e psichico della persona.

Possiamo aver sperimentato difficoltà di addormentamento, svegliarci spesso ed avere difficoltà di riaddormentamento oppure possiamo avere un risveglio presto al mattino.

Escluse delle cause organiche, l’insonnia rimanda spesso a dei problemi psicologici. Essa è un sintomo che si ricollega ad un malessere più profondo ed è proprio su questo che un percorso psicologico si concentra. Capire cosa sta succedendo nella nostra vita che non ci fa dormire è il primo passo per stare meglio.

Perché non riesco a dormire?

Proviamo ad analizzare insieme alcuni dei motivi per cui è presente la perdita del sonno:

– Se durante la giornata ho sperimentato la rabbia, quello che è successo può influire sul momento in cui cerco di addormentarmi e i sogni possono essere movimentati dai fatti quotidiani

– Se ho una personalità controllante posso avere difficoltà durante il sonno; se nella giornata ho sperimentato un evento imprevisto che mi ha colto di sorpresa, che non sono riuscito a digerire da un punto di vista emotivo è possibile che il mio sonno non sia tranquillo

– Se sono ansioso posso trovarmi sveglio nel cuore della notte, pensando agli impegni della giornata, a come affrontarli

– Delle difficoltà di addormentamento possono essere anche legate alla difficoltà di lasciarsi andare, il sonno e la sessualità, sono due aree che per essere vissute richiedono un lasciar andare la nostra parte razionale

capire l'insonnia

Cosa fare?

E’ molto importante rivolgersi ad un medico per escludere una causa organica, ci sono patologie di natura fisica che causano insonnia come l’ipertiroidismo, . Escluse le cause organiche parlarne con uno professionista aiuta a capire le cause e come intervenire sul malessere.