Come riconoscere l’ansia?

Come riconoscere l’ansia?

 

E’ normale sentirsi ansiosi  di fronte ad una situazione difficile, come ad esempio un colloquio di lavoro, un esame, o un appuntamento al buio. Ma se le preoccupazioni e le paure ti impediscono di vivere la  vita nel modo che desideri, si può avere un disturbo d’ansia. Ci sono diversi tipi di disturbi d’ansia e molte terapie efficaci e strategie di auto-aiuto. Una volta capito il disturbo d’ansia, ci sono passi che si possono adottare per ridurre i sintomi e riprendere il controllo della vita.

Cosa puoi fare?

  • Imparare a riconoscere i segni ed i sintomi dell’ ansia
  • Considerarla una priorità per consentirti di avvicinare  le persone che ti  possono aiutare
  • Muovere il corpo spesso, non riposare per più di un’ora
  • Prendere l’intero importo di sonno ristoratore che meriti
  • Mettere in pratica tecniche di rilassamento

Quand’è che l’ansia diventa un disturbo?
L’ansia è la risposta naturale del corpo al pericolo, un allarme automatico che si attiva quando si sente minacciato, sotto pressione, o è di fronte ad una situazione stressante.

Se è presente con moderazione, l’ansia non è sempre una cosa negativa. In realtà, può aiutare a rimanere attenti e concentrati, è stimolare all’azione, motivando per risolvere i problemi. Ma quando l’ansia è costante o schiacciante-quando interferisce con le relazioni e le attività,  hai attraversato la linea di ansia normale  e probabilmente sei nel territorio dei disturbi d’ansia.

 

Se pensi di avere un disturbo d’ansia, una consulenza con un professionista può aiutarti a capire se hai necessità di un sostegno oppure no

Hai un disturbo d’ansia?
Se pensi di si, identificala con uno dei seguenti 7 segnali e sintomi, potresti avere  un disturbo d’ansia:

  • Sei costantemente teso, preoccupato, o al limite?
  • La vostra ansia interferisce con le vostre responsabilità di lavoro, scuola, o  con i familiari?
  • Sei afflitto da paure che sai essere irrazionali, ma non può scuoterle?
  • Credi che qualcosa di brutto accadrà se alcune cose non sono fatte in un certo modo?
  • Evitate situazioni o attività quotidiane perché vi provocano ansia?
  • Avete  improvvisi, inaspettati attacchi di batticuore di panico?
  • Ti senti in  pericolo e la catastrofe è dietro ogni angolo?

 

 

Segni e sintomi dei disturbi d’ansia

I disturbi d’ansia sono un gruppo di patologie correlate, piuttosto che un singolo disturbo, si possono osservare molte diversità da persona a persona. Un individuo può soffrire di attacchi di ansia intensa che colpiscono senza preavviso, mentre un altro sperimenta il panico al pensiero di mescolarsi a una festa. Qualcun altro può lottare con la paura invalidante di guida, o avere incontrollabili pensieri intrusivi. Ancora, un’altra persona può vivere in un costante stato di tensione, preoccuparsi di tutto e di più.

Ma nonostante le loro diverse forme, tutti i disturbi d’ansia condividono un sintomo importante: la paura persistente o grave di preoccuparsi in situazioni in cui la maggior parte delle persone non si sentono minacciate.

Quali sono i sintomi emotivi dell’ ansia?

Oltre ai sintomi di paura e preoccupazione irrazionale ed eccessiva, altri sintomi emotivi comuni includono:

  • Sentimenti di apprensione o terrore
  • Guardare i segni di pericolo
  • Anticipare eventi nefasti
  • difficoltà di concentrazione
  • Sentirsi tesa e nervosa
  • Irritabilità
  • Sentirsi con la mente svuotata

 

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I sintomi fisici di ansia

L’ansia è più di una semplice sensazione. Come prodotto di risposta di lotta o fuga del corpo, l’ ansia coinvolge una vasta gamma di sintomi fisici. A causa dei numerosi sintomi fisici, chi soffre di ansia spesso confondono il loro disturbo per una malattia fisica.   I pazienti possono visitare molti medici e fare numerosi viaggi in ospedale prima che il loro disturbo d’ansia venga scoperto.

I sintomi fisici dell’ ansia  includono:

  • Cuore in gola
  • Sudorazione
  • Mal di testa
  • Mal di stomaco
  • Vertigini
  • minzione frequente o diarrea
  • Fiato corto
  • Tensione muscolare o contrazioni
  • Agitazione o tremore
  • Insonnia

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Quando è utile richiedere l’aiuto di uno psicologo?

Quando è utile richiedere l’aiuto di uno psicologo?

Quando è utile fissare un appuntamento con uno psicologo?

  • quando fai fatica a concentrarti, ti senti molto triste e preoccupato
  • quando ti senti spesso in tensione, non dormi hai tachicardia
  • quando hai dei comportamenti che non controlli e non ti spieghi
  • quando hai consultato degli specialisti ma non ci sono stati miglioramenti
  • quando le difficoltà nel tempo non si sono risolte

Molte delle persone che ci contattano per la prima volta ci pongono questa domanda: “Che cosa mi posso aspettare da una consulenza?”

L’idea di strutturare un percorso psicologico partendo dalla consulenza è stato pensato proprio per rispondere anche a questa domanda, le persone che non si sono mai rivolte ad uno psicologo, hanno aspettative, curiosità e paure riguardo a quello che succederà: ” Cosa si fa effettivamente in seduta?”,”Quanto dura un percorso?” “Cambierò completamente?”.

La consulenza è strutturata in tre incontri organizzati indicativamente in questo modo: il primo incontro dedicato a capire cosa sta succedendo che genera malessere, approfondire eventuali altri percorsi psicologici, comprendere perché la persona ha deciso di chiedere aiuto in quel particolare  momento della sua vita, il secondo incontro è dedicato alla ricostruzione della storia della persona, il terzo si mettono insieme i pezzi del primo e del secondo: perché sei venuto qui e chi sei per capire che tipo di percorso terapeutico intraprendere e se intraprenderlo, si parlerà delle aspettative e di come si è stati durante questi tre incontri.

Una parte importante della consulenza è infatti capire per lo psicologo e per il paziente se si può lavorare insieme proficuamente.Il paziente si prende del tempo per raccontare una parte di sé e vedere se si sente a suo agio in quel momento e quando torna a casa, lo psicologo mette insieme i pezzi della storia del paziente, ascolta il malessere e propone insieme al paziente un percorso, la strada da prendere viene sempre decisa con il paziente perché è con lui che si lavorerà ed è impossibile fare un buon lavoro senza una motivazione da parte del paziente e dello psicologo.

È una follia odiare tutte le rose perché una spina ti ha punto, abbandonare tutti i sogni perché uno di loro non si è realizzato, rinunciare a tutti i tentativi perché uno è fallito.

È una follia condannare tutte le amicizie perché una ti ha tradito, non credere in nessun amore solo perché uno di loro è stato infedele, buttare via tutte le possibilità di essere felici solo perché qualcosa non è andato per il verso giusto.

Ci sarà sempre un’altra opportunità, un’altra amicizia, un altro amore, una nuova forza. Per ogni fine c’è un nuovo inizio.

Il piccolo Principe

 

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Storie di trasferimenti: la storia di Luca

Storie di trasferimenti: la storia di Luca

Luca, 28 anni, cameriere, vive a Londra da 5 anni.

Quali sono le motivazioni che ti hanno spinto al trasferimento?

In Italia, dopo aver preso il diploma all’alberghiero non ho trovato un lavoro stabile, ho lavorato per diversi anni come cameriere, ma sempre a spot senza trovare un lavoro fisso per più di 6 mesi; era frustrante, ho quindi pensato di andare a Londra, lì avevo alcuni amici più grandi che si erano trasferiti da alcuni anni. Non è stato semplice! In Italia avevo una fidanzata, la storia è finita dopo due anni dal  mio trasferimento.

Che cosa hai lasciato in Italia?

Ho lasciato la mia famiglia, questa ragazza, alcuni miei amici.

Cosa hai trovato?

Appena arrivato, anche attraverso alcuni miei amici ho subito trovato lavoro in una grossa catena di ristoranti, sicuramente la mia conoscenza dell’inglese mi ha aiutato, per la prima volta avevo la possibilità di lavorare con prospettive future.

Momenti di difficoltà?

Molti, la parte più difficile è stata l’interruzione della storia con questa persona, la relazione è durata ancora due anni a distanza, ma più passava il tempo più mi rendevo conto di voler mettere un muro con lei; credo a posteriori di essere partito anche per fuggire da quel contesto in cui vivevo e dalla relazione. Io provengo da un piccolo paese in Puglia, e dopo le superiori mi sono accorto che mi stava stretto quell’ambiente culturale. In Inghilterra l’integrazione è stata piuttosto facile, avevo alcuni amici con cui condividevo la casa ed il lavoro.

Che cosa ti ha aiutato?

La condivisione con altri Italiani, miei amici.

Cosa consiglieresti a chi sta pensando di trasferirsi o si è appena trasferito?

Di pensarci bene. Dopo 5 anni a Londra mi sono reso conto che anche qui crearsi un futuro non è facile, ora vivo in condivisione ma se voglio una casa per me, i costi aumentando di molto, la città è molto cara. Non pensate che sia tutto semplice, perché non è così. Credo che i progetti possano essere fatti anche in Italia, magari è più difficile, ma si possono fare, io sono un pò partito per fuggire da una relazione e dal mio piccolo paese.

 Psicologo online tip 

A volte si parte per fuggire da una relazione in cui non stiamo bene e da un contesto che non ci piace, Nell’intervista di Luca traspare una nota di malinconia per le scelte fatte e la consapevolezza che strade semplici non ce ne siano.

Questa storia ci pone l’interrogativo: “Partire per ricominciare da capo?” oppure ” Rimanere e provare a “lavorare” su quel che già conosciamo?” La risposta è sempre soggettiva e porta con sé come funzioniamo, ma crediamo meriti una profonda riflessione.

Se sei in difficoltà rispetto ad una scelta importante parlarne con uno psicologo può aiutarti a capire come intervenire.

Raccontaci la tua storia all’estero, ti contatteremo per una breve intervista.

 

 

Perché psico-online?

Perché psico-online?

Per la libertà di poter scegliere l’orario più adatto per una consulenza nella tua lingua e il luogo più idoneo per parlare delle difficoltà che stai vivendo.

A un certo punto nelle nostre vite, ognuno di noi può sentirsi sopraffatto e potrebbe aver bisogno di aiuto per affrontare i problemi. I problemi possono essere con un matrimonio o una relazione, una situazione familiare o riguardare  la perdita di un lavoro, un trasferimento, la morte di una persona amata. A volte abbiamo bisogno di un aiuto esterno da un professionista della relazione.

Prendersi cura di sé anche attraverso l’aiuto di un professionista è il primo passo per favorire il benessere.

A volte è difficile chiedere aiuto perché si vive in un’altra città lontano dalla propria rete, oppure perché si ha difficoltà a fissare un appuntamento con un professionista, per l’imbarazzo.

 

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Impariamo a gestire il nostro tempo

Impariamo a gestire il nostro tempo

 

Che sia il migliore o il peggiore dei tempi, è il solo tempo che abbiamo.
(Art Buchwald)

Uno degli interrogativi, che spesso durante un percorso psicologico emerge riguarda la gestione del tempo: come posso gestirlo meglio, perché mi sembra di non fare le attività che in realtà volevo fare. Per parlare del tempo iniziamo da questa storia.

Un giorno, un anziano professore universitario esperto in “time Management” (gestione del tempo, tenne una originale lezione…

Prima di iniziare la lezione l’anziano professore guardò gli studenti ad uno ad uno, lentamente, e poi disse: “Adesso faremo un esperimento”

Da sotto alla cattedra il professore tirò fuori un grande recipiente di vetro, e lo posò davanti a lui; poi tirò fuori una dozzina di sassi grandi come palline da golf, e ad uno ad uno li mise dentro il vaso.
Quando questo fu riempito fino al bordo e fu impossibile aggiungere anche un solo sasso, alzò lentamente gli occhi verso i suoi allievi e domandò: “Questo vaso è pieno?”

Gli studenti risposero senza esitazione di “Si’”

Il professore attese qualche secondo e aggiunse: “Davvero?”

Allora si chinò di nuovo e tirò fuori da sotto al tavolo un secondo contenitore, questa volta pieno di ghiaia. Con attenzione versò questa ghiaia sui grossi sassi e poi scosse leggermente il vaso. I pezzettini di ghiaia si infiltrarono tra i sassi … fino al fondo del recipiente.

L’anziano professore alzò nuovamente lo sguardo verso il suo uditorio e domandò: “Questo vaso è pieno?”

Anche se un po’ stupiti tutti gli allievi risposero “Sì è pieno!”

“Bene” rispose l’anziano professore.

Si piegò di nuovo e questa volta tirò fuori da sotto al tavolo un secchio di sabbia. Con delicatezza versò la sabbia nel vaso. La sabbia andò a riempire gli spazi tra i grossi ciottoli e la ghiaia.

Ancora una volta domandò: “Questo vaso è pieno?”

Stavolta con ancora più convinzione gli allievi risposero “Ora sì! Ora è proprio pieno!”

Il professore tirò fuori da sotto la cattedra due lattine di birra, le aprì e le rovesciò interamente dentro il barattolo, riempiendo tutto lo spazio fra i granelli di sabbia.

Gli studenti risero!

“Ora”, disse il professore quando la risata finì, “vorrei che voi consideraste questo barattolo la vostra vita.
I sassi più grandi sono le cose importanti; la vostra famiglia, i vostri figli, la vostra salute, i vostri amici e le cose che preferite; cose che se rimanessero dopo che tutto il resto fosse perduto riempirebbero comunque la vostra esistenza.
I sassolini sono le altre cose che contano, come il vostro lavoro, la vostra casa, l’automobile. La sabbia è tutto il resto, le piccole cose.
Se metteste nel barattolo per prima la sabbia, continuò, non resterebbe spazio per i sassolini e per i sassi più grandi. Lo stesso accade per la vita. Se usate tutto il vostro tempo e la vostra energia per le piccole cose, non vi potrete mai dedicare alle cose che per voi sono veramente importanti.
Curatevi delle cose che sono fondamentali per la vostra felicità. Giocate con i vostri figli, tenete sotto controllo la vostra salute. Portate il vostro partner a cena fuori. Fatevi un altro giro sugli sci! C’è sempre tempo per sistemare la casa e per buttare l’immondizia. Dedicatevi prima di tutto ai sassi grandi, le cose che contano sul serio. Definite le vostre priorità, tutto il resto è solo sabbia”

Una studentessa alzò la mano e chiese che cosa rappresentassero le due lattine di birra.

Il professore sorrise. “Sono contento che tu l’abbia chiesto. Serve solo a dimostrare che, per quanto possa sembra piena la tua vita, c’è sempre spazio per un paio di birre con un amico”.

 

Nella gestione del tempo, fissare le nostre priorità è molto importante per  mettere ordine nelle attività che abbiamo durante la giornata. Prendetevi del tempo per capire quali sono i vostri sassi in questo momento della vita e da lì partite per riempire il vostro barattolo.