Trasferimenti: la storia di Anna

Trasferimenti: la storia di Anna

Trasferimenti: la storia di Anna

 

Anna,30 anni, biologa, vive negli Usa a Boston da 5 anni.

Quali sono le motivazioni che ti hanno spinto al trasferimento?

In Italia, subito dopo la laurea in biologia le possibilità lavorative erano ridotte al minimo, orientate soprattutto all ‘insegnamento. Io fin da piccola sognavo la ricerca e l’idea di mettere nel cassetto tutti i miei sogni, mi preoccupava molto. Ho cercato delle Università che mi dessero la possibilità di iniziare un dottorato, ed alla fine sono riuscita a farlo negli States.

Che cosa hai lasciato in Italia?

Ho lasciato la mia famiglia, che era però ben preparata all’idea di una mia partenza, ed una relazione che non ha retto  alla partenza.  Oltre a questo i miei amici  e quelle piccole abitudini italiane che all’estero non ci sono.

Cosa hai trovato?

Un’ Università innovativa in cui fare il dottorato, con professori giovani e motivati nel loro lavoro. La possibilità dopo il dottorato di avere delle offerte basate sulla meritocrazia e non sullo sviluppo di buoni legami “politici”.

Momenti di difficoltà?

Ne ho avuti molti, soprattutto dopo il primo anno. Il mio arrivo è stato vissuto con molto entusiasmo e tutto ciò che era nuovo veniva sperimentato, dopo questo periodo ho iniziato ad avvertire meno curiosità verso i cambiamenti e più malinconia per quello che avevo lasciato ( se il primo anno poter bere il caffè lungo era divertente, dopo ho sentito la mancanza del caffè italiano :). Le difficoltà ci sono state anche per le relazioni, per la mia esperienza conoscere persone nuove non è stato difficile ma sviluppare rapporti più profondi non è facile, questo mi ha fatto più volte ripensare alle relazioni profonde lasciate in Italia.

Che cosa ti ha aiutato?

Sicuramente la condivisione con altri Italiani, raccontarsi le difficoltà, le mancanze, ma anche gli obiettivi raggiunti. Aprirsi alla nuova cultura è entusiasmante, ma richiede tempo e fatica, poter avere altre persone con cui condividere le difficoltà in alcuni momenti ha fatto la differenza

Cosa consiglieresti a chi sta pensando di trasferirsi o si è appena trasferito?

Di riflettere accuratamente sulla decisione, lasciare il proprio Stato, la propria città ha dei costi, alcuni prevedibili altri meno. Consiglio di concentrarsi anche sulle mancanze che si potranno sentire e non solo su quello che si troverà. E’ importante non rimanere soli, per non enfatizzare la già presente distanza con le persone care.

 Psicologo online tip 

Partire significa lasciare quello che si ha; questo è il primo step di un trasferimento, su cui riflettere e  interrogarsi: Siamo pronti a lasciare? Spesso nella decisione di un trasferimento viene data poca importanza a questo aspetto, per poi ritrovarsi a fare i conti con questa parte successivamente, meglio creare un po di spazio mentale prima per capire se si è davvero pronti.

Ogni essere umano non è un’isola: Siamo fatti di relazioni, in un trasferimento isolarsi può farci sperimentare ancor di più il senso di solitudine che è già presente. Proviamo a creare delle nuove relazioni, se questo risulta nel lungo periodo difficile parlarne con uno psicologo può aiutarci a capire cosa sta succedendo.

 

Raccontaci la tua storia all’estero, ti contatteremo per una breve intervista.

 

 

Psicologo-online

2 commenti

Lisa Scritto il8:41 pm - Gen 16, 2019

Salve! Sono Lisa e attualmente vivo in Australia. Con il mio compagno ci siamo trasferiti ormai cinque anni fa. Non abbiamo ancora visto permanente e lo stiamo inseguendo! Abbiamo dovuto trasferirci da Sydney a Old Bar, un piccolo paese nella Mid North Coast. Siamo genitori di Brian nato a Febbraio 2018. Per farla breve certo ci manca l,Italia eccome! Con un bimbo piccolo poi sente davvero la mancanza del supporto dei propri genitori. Ma non è tutto negativo devo essere sincera! Certo il fatto di vivere nella rural aerea senti la mancanza della comodita della città in quanto a servizi! Tuttavia qualche sacrificio per un possibile passaporto lo si fa volentieri ecco!

Psicologo-online Scritto il11:02 am - Gen 17, 2019

Grazie Lisa per il tuo racconto, crediamo sia davvero importante per altre persone che stanno pensando di trasferirsi all’estero